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Spettacoli

Giannini, attore eclettico e maestro tra realtà e finzione

È Giancarlo Giannini a inaugurare lunedì 19 gennaio, in un Teatro Filarmonico al completo, la VII rassegna culturale di Idem. Dialogano con lui Laura Peloso e Marco Ongaro. Sullo schermo spezzoni dei suoi film più famosi accompagnano, ricreano magiche atmosfere e offrono spunti di conversazione.

Giancarlo Giannini è infatti personaggio molto noto al pubblico e non necessita di encomi particolari. Personalità eclettica, calca la scena di teatro, cinema, televisione, dall’età di 23 anni, quando raggiunge la fama come protagonista dello sceneggiato David Copperfield con la regia di Damiano Damiani. Da allora è un susseguirsi di premi, riconoscimenti e nomination agli Oscar. Dunque una vita professionale fiorita, una carriera coronata dal successo, il privilegio di lavorare accanto a grandi attori, da Anna Magnani a Vittorio Gassman, da Gianmaria Volonté a Ugo Tognazzi, Mariangela Melato…, con importanti registi, da Luchino Visconti a Federico Fellini, Roberto Rossellini, da Lina Wertmüller, Franco Zeffirelli a Mario Monicelli, Ettore Scola, solo per citarne alcuni.

Attore, regista, sceneggiatore, doppiatore, si può dire che Giannini, nella pluralità dei ruoli, abbia provato tutti i travestimenti dell’arte scenica, divertendosi, appassionandosi di volta in volta al gioco delle parti. In virtù di una lunga e variegata esperienza sul campo, con lo stesso slancio, in questo momento della sua vita, si cimenta con la scuola, con la formazione di giovani aspiranti attori. E’ impegnato ad insegnare loro un mestiere magico che si muove continuamente tra realtà e finzione perché la dimensione del palcoscenico è quella del gioco, in tutte le sue fantasmagorie. Attento però a spiegare a questi ragazzi che dietro ogni successo c’è molto studio, competenza, ricerca, perché la tecnica, anche in questo campo, evolve velocemente sperimentando sempre nuovi linguaggi. Poi, come emerge dai suoi film, è l’imprevedibilità del destino, la fortuna, a fare il resto. Un destino spesso insolito e bizzarro, quale è stato nel suo caso, che lo ha voluto trasformare da giovane perito elettronico in istrionico personaggio di scena.

Il tempo, tra immagini e racconti, corre veloce. I riferimenti sono anche al suo ultimo libro autobiografico: Giancarlo Giannini: sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi), edito da Longanesi. Prevale un tono affabulatorio, ma molto professionale.

Forse qualche accenno alla luccicante vanità del mondo dello spettacolo non guastava, avrebbe riscaldato di più gli applausi della sala.

Corinna Albolino

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