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Diritti per le nostre strade, nove le associazioni in campo

Presentate nella sede del CSV le attività di sensibilizzazione, informazione e formazione sul tema dei diritti che coinvolgono nove associazioni veronesi

Mercoledì 10 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti Umani, nella sede del Centro Servizio per il Volontariato di Verona (CSV) si è tenuto un incontro per la presentazione del cartello di nove realtà dell’associazionismo veronese (Spazio Solidale, Associazione per la Pace tra i Popoli, Aquiloni ONLUS, Ripresa Responsabile, Self Help San Giacomo, Arci, Energie Sociali, Self Help e Corte dei Miracoli).

Queste realtà sono coinvolte nel lancio della campagna “Diritti per le nostre strade”, iniziativa che  prevede una serie di attività di sensibilizzazione, informazione e formazione sul tema dei diritti.

«Il progetto coinvolge cinque organizzazioni di volontariato ed altre realtà del sociale – spiega Chiara Tommasini, presidente del Centro Servizio Volontariato –. Anche il CSV dà attenzione ai temi legati alle legalità e alla pena, in particolare alla giustizia riparativa: di recente sono stati stipulati due nuovi protocolli, uno in collaborazione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna e uno con la Camera Penale e la Casa Circondariale di Montorio per l’inserimento in attività di volontariato di detenuti a fine pena».

«Uno dei nostri obiettivi è quello di far acquisire consapevolezza alle persone, che spesso non segnalano le discriminazioni alle quali sono sottoposte per ignoranza o paura», afferma Maria Rita Serantoni, responsabile dell’associazione Spazio Solidale di Arci.

«La motivazione che spinge questo progetto è quella di far rispettare quei diritti che sono stati violati, ridotti, svuotati o denigrati – dice Giovanni Ceriani, portavoce del progetto “Diritti per le nostre strade” –. Oltre ad una campagna di sensibilizzazione di persone, territori e quartieri, ci impegneremo nel coordinamento tra le varie associazioni per la difesa di questi diritti».

Margherita Forestan, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Verona, ha parlato di «Lavori con le scuole e le università sul tema della salute, sia in carcere che sul territorio rivolti a quelle persone che perché straniere e senza documenti, o senzatetto, o per una serie di altri motivi non fanno valere il loro diritto alla salute».

Francesca Paola Lucrezi, dirigente dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Verona e Vicenza, ha parlato della misura di messa alla prova dei detenuti, che è stata recentemente approvata nel sistema penitenziario italiano. «Sconto della pena non è per forza sinonimo di incarcerazione – afferma Lucrezi –. Le persone ritenute idonee vengono affidate a noi e mandate a svolgere lavori di pubblica utilità. Dalla fine di giugno scorso solo a Verona ci sono state 165 richieste di messa in prova: è un diritto che va garantito».

A partire dal 2015 ci saranno laboratori di cittadinanza attiva, uniti ad una serie di conferenze per far riflettere su ingiustizia, disuguaglianza e temi come mafia, carcere, povertà, precarietà, scuola e finanza.

Sofia Biasin, Andrea Piccinelli

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