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Cultura

Il Sale della Terra, il film di Wenders sul fotografo Salgado

Ritrarre il male, le contraddizioni, la barbarie del mondo è stato l’obiettivo dei reportages del fotografo brasiliano

Un invito a non perdere il film-documentario Il Sale della Terra di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio del protagonista, in proiezione in questo periodo nei cinema della nostra città. Un documentario importante presentato in prima mondiale al Festival di Cannes 2014 e poi al Festival del Cinema di Roma, che sta riscuotendo molta attenzione. Un viaggio attraverso la vita e le immagini dei reportages di Sebastião Salgado, uno dei più grandi fotografi viventi che a partire dagli anni ’70 ha fatto della fotografia di carattere sociale la sua mission, la sua vita. Ritrarre il male, le contraddizioni, la barbarie del mondo è divenuto così l’obiettivo dei suoi numerosi viaggi attraverso ben 26 Paesi.

Immagini-racconto potenti in cui l’artista si è immerso completamente per rendere la verità dei fatti e che ormai attraverso riviste, libri, mostre-evento, hanno già fatto il giro del Pianeta. Fotografie che non hanno bisogno dell’esaltazione del colore per impressionare lo sguardo, anzi scelgono il semplice contrasto del bianco/nero, l’essenzialità del segno per colpirci allo stomaco. Perché a tema è sempre la distruzione della Terra, il genocidio, la fame, lo sterminio delle etnie. Immagini di fronte alle quali anche il famoso cineasta Wenders ha affermato di aver fatto, con le sue portentose telecamere, un passo indietro; qui non servivano parole, suoni, tecnologie. Erano esse stesse a parlare, ad emozionare e a denunciare la brutalità dell’uomo sull’uomo.

E proprio di fronte alla spietatezza del genocidio nel Rwanda del ’94, Salgado non ha più retto, ammalandosi gravemente, arrivando alla decisione di lasciare il suo lavoro di fotografo. Ma ancora una volta, come si può apprendere dal libro autobiografico Sebastião Salgado-Dalla mia terra alla Terra, è ancora la fotografia a salvarlo, a reinfondergli la fede nell’uomo, orientando il suo focus verso la bellezza dei luoghi incontaminati del Pianeta. Genesi titola appunto questo grande progetto dove vita e fotografia ancora si fondono insieme.

Corinna Albolino

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