Connect with us

Hi, what are you looking for?

Nessuna categoria

Garante infanzia del Veneto: «Lo Stato abbandona i minori»

minori

Per Aurea Dissegna si sta assistendo a una generale e drastica riduzione di risorse economiche e di capitale umano in ambito scolastico, sociale e sociosanitario. Dal prossimo anno la figura del Pubblico tutore dei minori confluirà, insieme a quella del Difensore civico, nell’organo unitario del Garante dei diritti della persona.

Aurea Dissegna, Pubblico tutore dei minori del Veneto, ha presentato ai consiglieri della commissione Sanità, la relazione annuale sull’attività svolta dall’organo di garanzia, istituito nel 1988. Si tratta del terzo e ultimo referto sull’attività del Tutore in questa legislatura, poiché dall’anno prossimo, la figura del garante dell’infanzia confluirà, insieme a quella del Difensore civico, nell’organo unitario del “garante dei diritti della persona” che dovrà occuparsi anche dei diritti dei detenuti, come prevede la legge regionale 37/2013. 

Nella relazione 2013 il Pubblico Tutore fa sintesi della propria attività (422 minori seguiti, 274 tutori legali volontari formati, 131 minori stranieri non accompagnati a cui è stata data tutela legale) ma offre soprattutto una valutazione sullo stato dei servizi per l’infanzia. «Non solo si riscontra un limitato investimento per i minori e le famiglie a livello istituzionale nazionale, regionale e locale – sottolinea Dissegna – ma si può parlare di un vero e proprio disinvestimento. Si sta assistendo, infatti, ad una generale e drastica riduzione di risorse economiche e di capitale umano in ambito scolastico, sociale e sociosanitario».

«Nel dettaglio – analizza Dissegna – la scuola sta investendo meno per i suoi alunni (vedi precariato, impoverimento della ricerca, riduzione delle ore di sostegno) contribuendo così ad aumentare la dispersione scolastica; i Comuni e i servizi sociali investono sempre meno nella prevenzione primaria e secondaria, riducendo o eliminando servizi e azioni di supporto ai minori e alle famiglie più vulnerabili, e la sanità appare privilegiare gli interventi di diagnosi e cura, mentre riduce gli interventi di presa in carico terapeutica o di accompagnamento dei minori e delle loro famiglie, in particolare nelle situazioni di abuso, maltrattamento o di semplice carenza delle funzioni genitoriali. Non intervenire in modo appropriato nel supporto alle famiglie più fragili e ai minori – sottolinea il Pubblico tutore – comporterà la necessità di interventi ben più radicali in futuro, con maggiori costi in termini di sicurezza, salute, benessere sociale». 

Secondo l’autorità di garanzia dei minori è l’intera rete dei servizi ad apparire lacunosa, «insufficiente», «disomogenea», addirittura poco strutturata come si evince dai nuovi piani aziendali delle Ulss. La condizione sociale dei bambini e degli adolescenti in Veneto, invece – secondo l’osservatorio del Pubblico Tutore – richiederebbe più attenzione e reti di protezione più efficaci. L’incremento delle separazioni altamente conflittuali, la crescente vulnerabilità delle famiglie «aggredite e aggredibili dal fenomeno della povertà economica» stanno determinando un aumento dei minori allontanati dalla loro famiglia e affidati a nuclei affidatari o a comunità (in totale sono 3145, dei quali 1573 in comunità, la maggior parte adolescenti ultraquindicenni) e un parallelo aumento delle segnalazioni all’autorità giudiziaria «che hanno determinato, di fatto – puntualizza il Tutore – l’ingresso di tanti bambini e ragazzi (1017 nel 2012) in percorsi giudiziari senza che vi sia possibilità, da parte dei servizi sociali, di una loro effettiva presa in carico per la realizzazione dei necessari percorsi di protezione e cura».

Il Pubblico tutore richiama l’attenzione, infine, sull’alta percentuale (circa il 25 per cento) degli adolescenti (15-17enni) che rimangono in comunità per oltre tre anni, ultima tappa di un percorso di allontanamento dalla famiglia d’origine spesso accidentato e sfortunato: sono un segnale dei «fallimenti dell’affido – sottolinea Dissegna – che dovrebbe interpellare istituzioni e rete dei servizi».

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firma la petizione

Meno agitazione più informazione. Abbonati a Verona In

Campagna abbonamenti Verona In

COVID 19

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Editoriale

Il giornale Verona In punta sulla formazione degli aspiranti giornalisti. Il Progetto editoriale e la campagna di crowdfunding Stampa libera.

Interviste

INTERVISTA – Renato Peretti del movimento No-Tav Verona: «Non è un progetto moderno, aggraverà una situazione ambientale già precaria».

Blog

Mentre l’entusiasmo per i successi a Tokyo dei nostri atleti paralimpici si va  affievolendo, chi non ha in programma la prossima olimpiade continua tutti...

Ambiente

Il primato è condiviso con Venezia, secondo il dossier straordinario di Legambiente. Bertucco (Sinistra in Comune): «Non è una sorpresa».

Advertisement