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Bruciate le bandiere alla Festa in rosso: «Raid fascista»

La Festa in Rosso a Verona, accanto alle piscine di via Santini

Due bandiere bruciate e qualche manifesto strappato. Questo il report dei danni alla Festa in Rosso, in corso sino a domenica in via Santini, a seguito di un raid avvenuto questa notte alle 2,30. Pronto l’intervento dei due custodi che hanno dissuaso gli aggressori costringendoli alla fuga in auto e delle forze dell’ordine giunte sul posto per i primi accertamenti.

«I danni sono limitati all’esterno del recinto della festa» spiega Fiorenzo Fasoli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, che ricollega la vicenda al mancato concerto dei 99 Posse, la band napoletana che doveva esibirsi nell’ambito dell’evento organizzato da Vrban e che si è poi ritirata in seguito alle polemiche suscitate da alcuni esponenti della destra veronese.

«Chi è intervenuto questa notte contro di noi – dichiara Fasoli – ha ricevuto una legittimazione politica proprio da coloro che con più energia si sono opposti al concerto del gruppo napoletano, a cominciare dall’Amministrazione comunale, che non si può nascondere dietro a dichiarazioni liberali di facciata, e da chi ha ritirato la sponsorizzazione all’evento».

Fasoli, che ricorda come lo stesso delitto Tommasoli sia ascrivibile alla galassia fascista, denuncia che «Verona continua a coltivare tendenze che sfociano in aggressioni, prevaricazioni, intimidazioni e, a volte perfino, in delitti».

Il programma della Festa in Rosso

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