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Opinioni

Festa PD Borgo Nuovo: «Cos’è la destra, cos’è la sinistra…»

Pippo Civati

Sono intervenuti Casson, Papalia e Roncarà. Lunedì 21 luglio tocca a Pippo Civati.

Nei giorni 17-21 luglio si tiene la Festa del PD (o forse dell’Unità) a Borgo Nuovo. Chiuderà Pippo Civati lunedì 21 luglio. Venerdì, tra gli ospiti, c’erano il senatore Felice Casson, il già Procuratore della Repubblica Guido Papalia e Matteo Roncarà segretario regionale del Movimento Federalisti Europei. I temi trattati sono stati diversi, ma tutti hanno rimandato all’attuale rapporto di forze tra e dentro i partiti, a livello nazionale come a quello europeo. Al proposito, Matteo Roncarà, con un pizzico di provocazione, ha sottolineato come anche in Europa non si possa più parlare di destra e sinistra. Da una parte, infatti, ci sarebbero gli europeisti, popolari e socialdemocratici insieme, dall’altra i populisti di ogni risma, da Grillo, alla Le Pen, a Farage. In questa dialettica, e non in altro, si consumerebbe la battaglia politica per costruire un’Europa in grado di competere con le grandi potenze: Stati Uniti, Russia e Cina, nonché di pesare nella politica estera, dalle questioni di pace e di guerra, alle scelte economico-finanziarie imposte dalla globalizzazione. Pena la scomparsa di ogni ruolo assegnabile al vecchio continente.

Casson ha indirettamente ribattuto che nel quotidiano dell’attività parlamentare, quando si tratta dei valori fondanti la Costituzione – salute, lavoro, ambiente (paesaggio), giustizia – si vede, eccome, chi è di destra e chi di sinistra. Automaticamente si creano contrapposizioni che non sono tattiche o strumentali, ma oggettivamente sostenute da diversi punti di vista che si traducono in antitetiche visioni di società.

Anche il tema della legalità, trattato da Papalia, si inscrive in questo contesto. Chi la sostiene coram populo è di sinistra, chi ne attutisce la rilevanza, preferendo parlare soltanto di sicurezza, è di destra. Tradizionalmente l’esercito dei dipendenti, che non può evadere il fisco e che, di norma, gode maggiormente del welfare, si contrappone all’esercito dei liberi professionisti, di norma irritati da un irrigidimento delle regole del vivere sociale. Eccezioni anche clamorose sussistono, ma sui grandi numeri questi indubbiamente sono gli schieramenti e le discriminanti.

La precarizzazione del lavoro ha certamente inserito un cuneo in questo frontismo, come pure la flessibilità, nella vita oltre che nel lavoro, subita o accaduta da parte delle nuove generazioni, il cui “fine-vita”, e non solo, si annuncia drammatico sotto ogni punto di vista: pensioni, assistenza socio-sanitaria, scomparsa della rete solidaristica familiare, ecc. Il raddoppio della speranza di vita degli ultimi 150 anni si profila quasi come una maledizione per tutti. La beffarda contraddizione dell’Europa, o forse dell’intero Occidente.

Il “renzismo”, come interpretazione più evoluta di questo percorso storico, punta a testa bassa a sparigliare ulteriormente le carte, e allora la domanda politico-esistenziale di Giorgio Gaber (ma cos’è la destra cos’è la sinistra) assume una connotazione più radicale. Non siamo più di fronte a un “tradimento”, di cui le componenti della sinistra si sono reciprocamente accusate fin dalle origini, ma a una vera e propria mutazione genetica prodotta dalla vittoria darwiniana dell’individuo sulla società, all’interno del paradosso della globalizzazione che nella sua azione omologante non sembra risparmiare né la destra né la sinistra, rendendo tutti sempre più uguali.

Chi non condivide l’attributo di “necessario”, con cui si vuol connotare questo processo, viene sempre più circoscritto in una sorta di “riserva indiana” e non più riconosciuto come interlocutore degno di attenzione. Il macro-cosmo si riflette nel micro-cosmo, per cui, anche nella piccola festa di Borgo Nuovo ad ascoltare “i riottosi” non ci sono più, a differenza del passato, anche gli appartenenti alla maggioranza del Partito, i cosiddetti renziani. Questi appaiono ormai proiettati in una dimensione altra, che rinuncia a fare i conti con il proprio passato, non solo quello remoto, ma anche quello prossimo. E questo è sempre sbagliato, comunque la si pensi. Chissà se alla imminente Festa provinciale di Quinzano accadrà il reciproco da parte della minoranza.

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Paolo Ricci

Written By

Paolo Ricci, nato e residente a Verona, è un medico epidemiologo già direttore dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Agenzia di Tutela della Salute delle province di Mantova e Cremona e già professore a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia in materie di sanità pubblica. Suo interesse particolare lo studio dei rischi ambientali per la salute negli ambienti di vita e di lavoro, con specifico riferimento alle patologie oncologiche, croniche ed agli eventi avversi della riproduzione. E’ autore/coautore di numerose pubblicazioni scientifiche anche su autorevoli riviste internazionali. Attualmente continua a collaborare con l’Istituto Superiore di Sanità per il Progetto pluriennale Sentieri che monitora lo stato di salute dei siti contaminati d’interesse nazionale (SIN) e, in qualità di consulente tecnico, con alcune Procure Generali della Repubblica in tema di amianto e tumori. corinna.paolo@gmail.com

3 Comments

3 Comments

  1. LORENZO DALAI

    26/07/2014 at 21:08

    Mi spiace che sul tema della festa del terzo circolo tu sia caduto in un abbaglio pesante,evidentemente per aver tratto delle conclusioni,senza conoscere gli antefatti.
    La parte di PD che ha sostenuto la mozione Renzi al Congresso infatti non si riconosce nelle modalità operative del vertice di questo circolo, che, negando l’evidenza del risultato congressuale, continua ad invitare solo esponenti di una certa parte…a Quinzano c’è invece una partecipazione molto ampia, di tutte le sensibilità del Partito democratico in felice simbiosi. I settari stanno da altre parti!
    Lorenzo

    • PAOLO RICCI

      27/07/2014 at 10:48

      Intanto grazie per essere intervenuto. La discussione è sempre positiva, questo il mio punto di vista. E’ vero, io non conosco “gli antefatti” e nemmeno i retroscena. In effetti, la mia valutazione deriva da un’asettica osservazione giornalistica degli ultimi mesi. Quando ci sono gli uni, non ci sono gli altri e viceversa. Questo è un fatto nelle manifestazioni del nuovo PD e, ribadisco, non lo trovo edificante. Gli esponenti “di una certa parte”, come dici tu, invitati dal circolo di Borgo Nuovo la sera della festa, erano gli ex-procuratori Papalia e Casson stigmatizzati dagli avversari come ex “toghe rosse”, “magistrati politicizzati”, e via di seguito. Non sono certo epiteti equipollenti, ma la distanza è breve, azzarderei critica. Ho preso atto con piacere dopo il mio articolo che alla festa di Quinzano ci saranno tutte le anime del PD. Non ho a-priori ideologici verso il nuovo corso del Partito, come penso tu possa verificare leggendo miei precedenti interventi su Verona in, tuttavia la mia attenzione rimane alta e senza sconti verso alcuno. Quello che però mi inquieta nel tuo commento è l’aspirazione ad una “felice simbiosi” tra tutte le sensibilità del PD. Un binomio di due assoluti concettuali che non lascia spazio a quel sano conflitto dialettico, aperto e trasparente, che costituisce il presupposto di ogni democrazia. E’ ciò che mi pare stia accadendo lungo l’accidentato terreno delle riforme istituzionali, quando il dissenso viene percepito come settarismo dal decisionismo governativo. A rileggerti, Paolo

  2. M.B.

    21/07/2014 at 19:36

    … perdute irrimediabilmente nella “nuova cultura piddina” le sacrosante, semplici, illuminanti parole di Bobbio, perduti nella breve storia del “partito delle mille correnti” dal Lingotto (I can), al colpo di mano del “nazareno” (I eat) il senso dello stato di diritto, della democrazia rappresentativa e di molti altri dettagli essenziali per la garanzia di diritti e libertà di ogni individuo…
    … oggi per essere di “sinistra” basta saper leggere, dietro la propaganda di regime, ciò che sta facendo delle nostre istituzioni e della economia reale del Paese il PD (in ogni suo omologato frammento) e poi… prenderne accuratamente le distanze…

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