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Miozzi: «Se servono crocifissi nelle scuole li consegno io»

Lettera in redazione del presidente della Provincia Giovanni Miozzi che fa il verso al sindaco di Padova Bitonci sull’obbligo di esporre i crocifissi nelle aule scolastiche

Ho sentito con piacere la decisione del sindaco di Padova Massimo Bitonci di mettere i crocifissi obbligatori negli edifici pubblici del suo Comune, come simbolo delle nostre tradizioni. Mi fa piacere perché anch’io, come sindaco di Isola della Scala, avevo ordinato lo stesso atto qualche tempo fa e l’ho fatto con convinzione. Allo stesso modo, nel 2009, fra i primi atti della mia Giunta c’è stata la distribuzione alle scuole superiori veronesi dei crocefissi che erano stati acquistati precedentemente.

Oggi, la posizione di Bitonci mi ha fatto ripensare alla vicenda e ho deciso che scriverò una nuova lettera ai dirigenti scolastici chiedendo se con l’aumento delle classi di questi ultimi anni hanno altre necessità. Nel qual caso, la Provincia è in grado di fornire altri crocifissi e andrò personalmente a consegnarli. Un gesto simbolico che mi auguro venga interpretato nella giusta maniera: le aule scolastiche sono i luoghi nei quali i nostri ragazzi trascorrono molto del loro tempo e dove si formano come cittadini italiani,

Giovanni Miozzi
Presidente della Provincia di Verona

La risposta dei sindacati studenteschi

1 Comment

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  1. campedelli angelo

    09/07/2014 at 14:01

    Lettera aperta.

    Egregio sig. Sindaco del Comune di Padova, dott. Massimo Bitonci.
    Egregio sig. Presidente della Provincia di Verona, geom. Giovanni Miozzi.
    Egregio sig. Sindaco del Comune di Isola della Scala, geom. Giovanni Miozzi.
    (tramite i rispettivi indirizzi di posta elettronica).

    Sono l’architetto Campedelli Angelo, coordinatore del Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) della Provincia di Verona.
    Vi scrivo in merito ai crocifissi che volete obbligatoriamente appendere in ogni dove.
    Sappiamo tutti quali sono i veri motivi che inducono la Chiesa (da un lato) e voi Politici (dall’altro) nel volere i crocifissi appesi in ogni aula di ogni edificio delle nostre Istituzioni Pubbliche: quello di “marcare il territorio” per la Chiesa e quello del meschino interesse elettorale (i voti dei cattolici, come se i cattolici fossero tutti uguali) per voi Politici.
    La Grande Camera della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, nel dare ragione al ricorso presentato dal nostro Stato, ha dovuto definire il crocifisso un “simbolo essenzialmente passivo”, con buona pace per la Chiesa che lo considera “attivo”!
    Egregi Signori Politici, io vi chiedo: quando capirete che la LAICITA’ delle nostre Istituzioni è IL valore massimo al di sopra di ogni altro valore? Quand’è che andrete a leggervi la sentenza n° 203 del 1989 emessa dalla Consulta che ha definito la laicità dello Stato come “supremo principio costituzionale”? Quando vi renderete conto che già dall’ormai lontano 1984 (trent’anni trascorsi inutilmente!), con la revisione dei Patti Lateranensi, è stata abrogata la cosiddetta “Religione di Stato”? Quando vi accorgerete che anche la nostra società italiana è ormai una società multi etnica, multi culturale, e multi religiosa? Quando capirete che la multi religiosità in Italia è un dato di fatto acquisito indipendentemente dalla presenza degli stranieri? Quando entrerà nella vostra testa l’articolo 3 della nostra Costituzione che vuole “pari dignità sociale” per tutti i cittadini “senza distinzione di religione”? Ma perché al posto del crocifisso non mettete l’emblema (stella a cinque punte avvolta nell’alloro) della nostra Repubblica Italiana?
    La laicità dovrebbe essere la guida per ogni partito e per ogni politico, ed invece…!
    Voler imporre a tutti, quindi ai diversamente credenti, agli atei ed agli agnostici, il simbolo per eccellenza della religione cristiana è un sopruso bell’e buono!
    Circa il crocifisso inteso come “simbolo delle nostre tradizioni” che tanto rivendicate e difendete, vi invito ad andarvi a studiare la Storia del Cristianesimo: forse capirete perché il cristianesimo è così tanto diffuso sul nostro pianeta…! Chissà che, poi, non rivediate il concetto stesso delle tanto reclamate e sbandierate “radici cristiane”!
    Distinti saluti, Campedelli Angelo.

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