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Domande di invalidità: la Regione risolve il problema… alla radice

Invalido

Gli accertamenti per le domande di invalidità, che prima venivano fatti presso le varie USL, si faranno all’INPS di Verona, in via Cesare Battisti con grave disagio per chi non può muoversi

La civiltà di un popolo è proporzionale all’attenzione che ha nei confronti delle persone più deboli. Ora, l’aver deciso per il Veneto (e quindi anche per Verona) che gli accertamenti medici per le domande di invalidità civile vengano realizzati da un unico gabinetto medico situato all’Inps e non più dalle commissioni mediche ospedaliere nelle USL, è segno d’inciviltà nei confronti di chi è in grave stato di bisogno e di salute.

Nella maggioranza dei casi si tratta di persone che richiedono l’indennità di accompagnamento, perché non più in grado di camminare o in gravissime difficoltà nell’affrontare gli elementari bisogni della vita, come lavarsi, mangiare o altro. Queste persone quindi, secondo i politici della Regione, dovrebbero affittare un’autoambulanza a spese proprie e partire da Castagnaro o Ferrara di Monte Baldo per recarsi in via Cesare Battisti a Verona alla sede dell’Inps?

Sapete quale puo essere il risultato? Che molti rinunceranno a presentare domanda perché non possono o non riescono ad affrontare un viaggio pesante e oneroso.

Se questo è l’obbiettivo della regione Veneto non possiamo assolutamente essere d’accordo. Se l’intento è quello di risparmiare è bene che la Regione sappia che non lo può fare a discapito proprio di coloro che sono maggiormente in stato di bisogno.

Altri sono le azioni vere per risparmiare nella sanità!.

Massimo Castellani
Segretario generale Cisl Verona

1 Comment

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  1. Beppe braga

    09/03/2014 at 07:09

    Una burocrazia schizofrenica. E’ quella che una persona deve affrontare per il riconoscimento della propria condizione fisica. La procedura prevede: visita medica da parte del proprio medico di famiglia, il quale trasmette in via telematica ALL’INPS il certificato con le patologie riscontrate. Costo da 50 a 70 euro. Il medico rilascia all’interessato copia del certificato trasmesso ed un “attestato di trasmissione” comprovante l’avvenuto invio ALL’INPS del certificato. Con tali documenti la persona interessata deve rivolgersi ad un Patronato per la domanda di riconoscimento delle condizioni che il medico ha indicato nel suo certificato. Il Patronato compila la domanda, raccoglie il mandato di patrocinio, fotocopia un documento di identità e la tessera sanitaria, e trasmette il tutto All’INPS, per la visita, ai fini del riconoscimento delle condizioni del singolo soggetto. Il tutto richiede: una visita dal medico, l’accesso al Patronato, circa 11 fotocopie per la documentazione per l’INPS ed altrettante da restituire alla persona interessata. Ovviamente il Patronato assiste ed interviene nella procedura in modo del tutto gratuito, (sarà pagato dallo stato dopo circa 4/5 anni dalla sua assistenza). LA COSA ASSURDA E’ CHE LE PERSONE CHE PRESENTANO QUESTE DOMANDE SONO NELLA MAGGIORANZA DEI CASI AMMALATE, RICOVERATE IN STRUTTURE PROTETTE, SPESSO SOLE E SENZA PARENTI ecc. Ci sarebbe da prendere a calci in culo tutti coloro che hanno fissato queste procedure. Chi fa queste affermazioni ne sa qualcosa!

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