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Zaia Preoccupato: se la neve si scioglie in fretta sono guai seri

Il fiume Adige a Ponte Pietra (Verona)

Il caldo di questi giorni rischia di far sciogliere la neve che si è accumulata in montagna riversando una mole enorme di acqua nei fiumi già ingrossati

Il governatore del Veneto Luca Zaia con un decreto ha oggi dichiarato lo stato di crisi in Veneto a causa del maltempo assegnando per le prime necessità un milione di euro. L’annuncio al termine della seduta odierna della giunta regionale nel corso della quale è stato deciso di presentare immediatamente la richiesta di recepimento da parte del governo per lo stanziamento delle risorse necessarie a far fronte all’emergenza. «Interventi – ha detto Zaia – che tutte le regioni più volte hanno chiesto al governo vengano liberati dai lacci del Patto di stabilità”.

«Nel Veneto già colpito dall’alluvione del 2010 – ha aggiunto il presidente della regione – i danni sono inimmaginabili e incalcolabili e i dati meteo sono peggiori rispetto al 2010. Inoltre il caldo di questi giorni rischia di far sciogliere la neve che si è accumulata in montagna e riversare una mole enorme di acqua nei fiumi già ingrossati. Se si verificasse, sarebbe peggio che nel 2010”.

Zaia ha sottolineato che le 925 opere realizzate sul territorio dopo l’alluvione del 2010 hanno permesso finora di respirare, ma non si sa quanto possano ancora reggere. Nonostante gli interventi, preoccupa infatti la consistenza di parecchi argini che sono fragili.

Per far fronte all’emergenza idrogeologica la Protezione Civile del Veneto ha messo in campo sinora 2.670 uomini tra tecnici regionali e volontari, attivando 300 Organizzazioni di volontariato per complessive 625 squadre e decine di Centri operativi Comunali, Centri Operativi Misti e Centri Coordinamento Soccorsi.

Forte anche l’impegno del sistema sanitario, con il Suem 118 che è intervenuto in decine di situazioni in cui era necessario raggiungere persone malate e bloccate in casa dalla neve o dall’acqua. Il 118 ha messo in campo, pronte ad intervenire, 81 ambulanze e 15 mezzi per il trasporto disabili, che diverrebbero preziose, ad esempio, nel caso di evacuazione di ospedali. Da ieri il Creu ha alzato a 2 lo stato di allarme delle centrali operative provinciali (AVN)

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1 Comment

1 Comment

  1. Beppe braga

    06/02/2014 at 07:16

    Caro Zaia, nessuno ti ha spiegato che quando piove l’acqua scende verso il basso, così pure la neve, quando il sole o le temperature primaverili la sciolgono. La tutela della pianura, pertanto, si realizza regolando i flussi di accumulo dei grandi volumi d’acqua, partendo dall’alto, cioè dalle cime delle nostre montagne e delle nostre colline, che vanno curate, protette e mantenute prive di ogni possibile accumulo di materiali che possono provocare ostruzioni, impedendo il regolare deflusso delle acque e degli scogli, a valle. Questo compito dovrebbe essere svolto da: il Corpo Forestale, in forza alle regioni, dal magistrato alle acque, dagli enti ed autorità di bacino, cioè da tutta una serie di enti, corpi, servizi, che in realtà non svolgono alcun controllo, e quando si verificano i disastri invocano l’intervento della protezione civile. Perche’ mantenere, quindi, persone, enti, servizi che costano vagonate di euro e non fanno niente? Se così è perché non licenziarli tutti? Caro Zaia, quando in una famiglia tutti vogliono comandare si verifica, alla fine, che sul fuoco non c’e’ nulla da cuocere per sfamare i suoi componenti, e tutti tenderanno ad arrangiarsi!

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