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Verde Brillante: sensibilità e intelligenza del mondo vegetale

Un breve saggio di carattere scientifico che tratta delle piante. Autori Stefano Mancuso, scienziato autorevole del settore e Alessandra Viola, giornalista scientifica. Edizione Giunti 2013. Uno stile di scrittura piano, divulgativo, ma anche brillante, capace di sorprendere. Una buona bibliografia di riferimento a sostegno di quanto si asserisce. E’ un testo in grado di ampliare la nostra conoscenza sul mondo che ci ospita, nello specifico quello vegetale. Opera una sorta di rivoluzione rispetto al comune modo di considerare le piante come esseri pressoché inanimati. Tuttora resistono nel linguaggio espressioni come «vegetare» o «essere come un vegetale». Ribaltare il discorso significa allora per Mancuso documentare scientificamente e mettere in evidenza la capacità delle piante di sentire, percepire, nonché la loro intelligenza intesa come «abilità di risolvere i problemi». Dimostrare che sono esseri dalle funzioni complesse e raffinate, altro che «vegetali!», come afferma lo scienziato.

Più nello specifico il discorso dello studioso mette in discussione quell’ordine tradizionale di tripartizione gerarchica che, a livello delle scienze naturali, ha collocato da sempre all’ultimo gradino il regno minerale, a salire quello vegetale ed in cima a tutto quello animale, con il primato dell’uomo. Le piante vengono così stimate appena sopra gli oggetti inanimati. L’argomentazione si propone di rompere con quell’atavica condizione di subalternità delle piante agli animali attribuita all’origine dalla filosofia che con Aristotele assegna loro l’anima più elementare, quella vegetativa, deputata solamente alla nutrizione e riproduzione. Per prendere poi distanza anche dalla Bibbia che cammina nel solco di questa tradizione.

Ma più oltre la trattazione intende emanciparci da quella consolidata forma mentis che conferisce più valore a ciò che presenta maggiori analogie con l’uomo e dunque agli esseri che possiedono un organismo, dei centri vitali, i sensi. Appunto perché l’uomo è soggetto dominante nella Natura, non si ammette che possano esistere modalità diverse di vedere, percepire, comunicare con il mondo. Il libro induce dunque a rivedere i pregiudizi che ancora si hanno nei confronti delle piante e più in generale porta a ripensare al debito che abbiamo verso di loro. Ricordando in primis che senza l’ossigeno che ci forniscono attraverso la fotosintesi clorofilliana non potremmo sopravvivere sulla Terra. Loro invece sì, anche senza di noi. Più oltre intende educarci a considerare tutto il mondo vivente con più rispetto, responsabilità, senso del limite.

La sollecitazione è allora quella di invertire la rotta e di guardare alla Terra non esclusivamente in un un’ottica di utilitarismo, ma di coltivare un pensiero ed una sensibilità ecologici orientati alla salvaguardia del Pianeta come massimo bene d da tutelare.

Corinna Albolino

2 Comments

2 Comments

  1. Rosella Panozzo

    16/01/2014 at 20:45

    Un libro senz’altro da leggere. Abbiamo ancora un lungo percorso da fare, sia nei confronti del
    mondo vegetale che del mondo animale. Pensiamo solo alle infinite sofferenze a cui sottoponiamo
    gli animali negli allevamenti intensivi…alle modalità di trasporto degli animali per centinaia di chi=
    lometri in condizioni che dire crudeli è dir poco, alle modalità di morte inflitte agli animali, alla vivisezione ancora praticata…
    Altrettanta indifferenza, se non crudeltà, abbiamo verso il mondo vegetale…senza il quale non
    potremmo vivere ma che distruggiamo, alteriamo, stravolgiamo, con la più totale noncuranza.
    Pochi giorni fa passavo vicino ad alcuni cassonetti….abbandonato lì c’era un albero di pino,
    verde e vivo ma gettato tra i rifiuti perchè Natale è ormai passato e quell’albero non serviva più…
    Avrei voluto guardare negli occhi la persona, o le persone, che avevano gettato in quel modo un
    albero vivo!

    • Redazione

      17/01/2014 at 09:10

      Grazie Rosella. Esistono ancora bipedi sensibili, vuol dire che c’è ancora speranza. g.m.

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