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Differenziata: è San Pietro in Cariano il comune più virtuoso

Resi pubblici i numeri della banca dati dei rifiuti urbani: Verona al 47,2%, maglia nera a Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Ferrara MB, Roveré, Sant’Anna D’Alfaedo e Velo

E’ San Pietro In Cariano il Comune più riciclone nel veronese, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 79,58%. Il dato emerge dal rapporto 2012 della banca dati dei rifiuti urbani, pubblicato oggi dall’ARPAV. Gli altri comuni scaligeri sopra il 75% sono Bevilacqua (75,92%), Bovolone (78,08%), Colognola ai Colli (76,19%), Concamarise (76,55%), Isola Rizza (75,55%), Palù (76,38%), Rivoli Veronese (75,33%), Salizzole (75,58%), San Giovanni Lupatoto (75,38%), Sommacampagna (78,94%) e Zevio (75,46%).

Le maglie nere, con una percentuale di raccolta differenziata inferiore al 45% spettano a Bosco Chiesanuova (33,49%), Erbezzo (1,55%), Ferrara MB (4,42%), Roveré (41,12%), Sant’Anna d’Alfaedo 26,53%), Velo (41,12%), Vestenanova 44,85%) e balza subito all’occhio che sono tutti comuni montani.

Verona capoluogo si colloca al 47,2%, con una produzione annua di rifiuti pari a 131.096.833 kg e una media per abitante di 494 kg.

Altre curiosità: il Comune che produce meno rifiuti in relazione al numero di abitanti è Roveredo di Guà, con 265 kg pro capite e una differenziata che si attesta al 66,41%. Quelli con la produzione sopra i 1000 kg per abitante sono Bardolino (1451 kg, per un 60,50% di differenziata), Ferrara di Monte Baldo (1106 kg, per un 4,42% di differenziata), Garda (1026 kg, per 66,77 di differenziata), Lazise (1060 kg, per 48,07 di differenziata), Malcesine (1510 kg per 65,59 di differenziata).

La banca dati dei rifiuti urbani è stata aggiornata con le informazioni per il 2012 inviate al’Osservatorio rifiuti dai 581 Comuni del Veneto. Dai dati raccolti a livello regionale emerge il notevole calo della produzione totale di rifiuti urbani, attribuibile principalmente alla contrazione dei consumi a seguito della particolare situazione economica, ma anche all’implementazione di politiche di riduzione a carattere locale. Sempre più diffuso il compostaggio domestico, azioni di sensibilizzazione all’utilizzo dell’acqua del rubinetto o di prodotti sfusi o alla spina.

Continua a crescere la raccolta differenziata la cui media regionale è del 62,5% grazie alla diffusione delle raccolte domiciliari, attivate anche in alcuni quartieri di città metropolitane quali Verona e Padova, in linea con gli obiettivi normativi. Si riduce a solo il 6% il quantitativo di rifiuto residuo avviato direttamente in discarica.

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g.m.

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