Le opere dell’artista veronese sono esposte tra gli “ignorati e sconosciuti” e in balia degli agenti atmosferici. L’appello di Paolo Ricci, presidente dell’associazione culturale Voltapagina
Ai Gent.li Curatore Massimiliano Gioni e Presidente Paolo Baratta della 55esima Esposizione Internazionale dell’Arte –La Biennale di Venezia.
Vi prego di prestare ascolto a questo appello che lancio non soltanto a titolo personale, ma anche per conto di molti cittadini veronesi, e non solo, che hanno visitato lo spazio esterno ai Giardini della Biennale dedicato a Carlo Zinelli, artista out-sider della nostra città.
Lo spazio è allestito da The museum of Everything, il primo museo itinerante del mondo e, come recita la brochure, “per artisti autodidatti, ignorati e sconosciuti dei nostri tempi”. Iniziativa certamente lodevole nello scopo, ma discutibile nella scelta dell’artista in questione e soprattutto nella cura prestata alle sue opere esposte.
Carlo Zinelli è indubbiamente un autodidatta, ma non è certamente né ignorato, né sconosciuto, avendo già esposto in tutto il mondo. A Parigi, Londra, New York, Madrid, Tokyo, Sidney, Philadenphia, ecc, oltre ovviamente in molte città italiane. Credo avrebbe meritato di più, non solo un evento collaterale della Biennale, ma una collocazione all’interno del Palazzo Enciclopedico, la cifra di questa manifestazione. L’apprezzabile spirito del Curatore è stato infatti quello di aprire anche agli artisti autodidatti, in un continuum di discorso con il Libro Rosso di Carl Jung, esposto proprio all’inizio del percorso artistico dell’Esposizione, e con il mantra che ha ispirato lo stesso Gioni “immagine, immaginazione, immaginario”. Chi meglio di Zinelli avrebbe potuto interpretare questo spirito, se solo qualche esperto più sensibile e lungimirante l’avesse adeguatamente presentato al Curatore? Ma non solo.
A questa esclusione si è aggiunta un’imperdonabile incuria: le opere di Zinelli sono all’aperto (vedi foto), esposte da mane a sera alle perturbazioni del tempo e alla luce del sole, come mostra la foto qui scattata. Nelle sale protette degli autori “in-sider” non è invece (giustamente) consentito neppure di usare il flash perché potrebbe danneggiare i colori.
Mi appello quindi al Curatore e al Presidente di questa Biennale affinché, pur non avendo loro alcuna responsabilità diretta in merito a quanto accaduto, in nome del rispetto per opera d’arte, cultura, e uomo Carlo Zinelli, intervengano a correzione dello sgradevole episodio e magari si prodighino a “riparazione” per ospitare le opere di Carlo Zinelli all’interno del padiglione centrale, da qui a fine Esposizione.
Confidando nella Vostra sensibilità per il “nobile gesto” richiesto, porgo i miei migliori saluti.
Paolo Ricci
Presidente dell’associazione culturale VOLTAPAGINA di Verona

Paolo Ricci, nato e residente a Verona, è un medico epidemiologo già direttore dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Agenzia di Tutela della Salute delle province di Mantova e Cremona e già professore a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia in materie di sanità pubblica. Suo interesse particolare lo studio dei rischi ambientali per la salute negli ambienti di vita e di lavoro, con specifico riferimento alle patologie oncologiche, croniche ed agli eventi avversi della riproduzione. E’ autore/coautore di numerose pubblicazioni scientifiche anche su autorevoli riviste internazionali. Attualmente continua a collaborare con l’Istituto Superiore di Sanità per il Progetto pluriennale Sentieri che monitora lo stato di salute dei siti contaminati d’interesse nazionale (SIN) e, in qualità di consulente tecnico, con alcune Procure Generali della Repubblica in tema di amianto e tumori. corinna.paolo@gmail.com

elisabetta
19/07/2013 at 08:33
Bistrattato…è dire poco! E’ mancanza di rispetto per l’artista e per l’arte in generale!
Mi unisco all’appello di Paolo Ricci perchè si trovi subito una sistemazione delle opere consona a Carlo Zinelli e, aggiungo, anche agli altri artisti!
Rossella Faraglia
18/07/2013 at 16:11
Mi unisco all’appello di Paolo Ricci: la foto che vedo (non sono ancora stata in Biennale) parla da sola. Mi auguro che si possa trovare un’altra sistemazione per queste tele di Carlo Zinelli!
Giada Carraro
18/07/2013 at 12:10
Mi auguro che le opere di Zinelli possano trovare una sistemazione più consona il prima possibile. L’artista storico dell’art brut per eccellenza è il meno tutelato e valorizzato. Le sue opere sono in balia delle intemperie e di un clima veneziano già piuttosto problematico, come se Zinelli fosse soltanto uno dei tanti, un semplice outsider che può stare all’aperto…
igor novelli
17/07/2013 at 21:35
Certamente la scelta di Zinelli seppur discutibile è giustificabile, ma è assolutamente imperdonabile l’incuria e la superficialitá con cui sono trattate le opere, lo sarebbe con le opere di chiunque ma con opere della levatura delle carte di Zinelli è sconfortante e grottesco
Gabriele Mina
17/07/2013 at 21:00
Questi Zinelli all’aperto suggeriscono più di una riflessione. Si può fare qualsiasi cosa delle opere, una volta che se ne detiene la proprietà? Per certi versi sì: le ho comprate, sono mie, se voglio le brucio nel camino di casa. Tuttavia, le opere sono anche un patrimonio comune. Che senso ha metterle a rischio, quando l’intento dichiarato è quello di valorizzare l’artista? A meno che non si sia deciso che i cosiddetti outsider debbano stare all’aperto…
daniela rosi
15/07/2013 at 12:56
Grazie al Presidente dell’associazione culturale VOLTA PAGINA per avere segnalato la cosa.
Giusto ieri facevo presente ai parenti dell’artista, con una e.mail, che le segnalazioni di scontento e protesta, per il trattamento riservato alle opere di Carlo Zinelli a Venezia, mi sono arrivate da più parti d’Italia e anche dall’estero.
Speriamo che questo appello del dott. Ricci venga accolto e le opere trovino una sistemazione più decorosa dal punto di vista estetico e più adeguata dal punto di vista fisico.
Ce lo auguriamo con tutto il cuore.