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Inchieste

Mobilità a Verona. Soldi sprecati, se chi decide è miope

INCHIESTA.  Tutti gli interventi sulla mobilità di questi anni e i protagonisti: amministratori, categorie economiche, associazioni. Ma anche giovani urbanisti, ingegneri e architetti riuniti in Verona Smart City

L’indiscrezione, perché di questo si tratta, è di quelle in grado di far sobbalzare dalla sedia: il Comune starebbe studiando un nuovo mezzo di trasporto pubblico (che non è il filobus) per il centro storico, in vista di una possibile pedonalizzazione dell’intera area. L’operazione potrebbe essere annunciata in coincidenza con la fine dei lavori di recupero dell’ex Gasometro, a settembre, che restituiranno il parcheggio atteso da oltre 20 anni. L’assessore alla Mobilità Enrico Corsi non si sbottona ma ammette che «proprio in queste settimane con Amt stiamo sviluppando un discorso su un mezzo particolare, al momento però è ancora troppo presto per dire di cosa si tratta. Se ne riparlerà a ottobre».

Ma di che mezzo si tratterebbe? Un “trenino”, come si sente dire, oppure l’atteso filobus? O si tratta forse di corse speciali dei bus tradizionali? «Si tratta di un mezzo di trasporto pubblico». Punto. L’assessore non concede di più. Ma, sempre ammesso che sia possibile introdurre un nuovo sistema nel delicato contesto urbano, la giunta avrebbe già abbozzato il piano che renderà il centro storico off-limits per le auto. All’ex Gasometro verrebbero infatti affiancati una serie di altri parcheggi, individuati anche tra quelli già esistenti a pagamento, le cui tariffe verrebbero rese più convenienti. Non si parla propriamente di parcheggi di tipo “scambiatore” ma di strutture posizionate in maniera tale da favorire il massimo avvicinamento delle persone al centro, come clienti dei negozi e lavoratori. L’entrata in centro storico avverrebbe invece attraverso questo nuovo mezzo di trasporto che sarebbe dotato di fermate dedicate e orari programmati . Del “sistema” entrerebbero a far parte anche alcuni lungoadige, che verrebbero gestiti in maniera tale da favorire la sosta per i clienti anche in orario notturno.

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3 Comments

3 Comments

  1. marco

    01/06/2013 at 14:28

    da quel che ho letto mi sembra che ci sia un bel po di confusione,comunque io 100.000 euro li investirei sul collegamento delle piste ciclabili e parcheggi custoditi per bici in stazione,ho lavorato come autista internazionale dal 98 al 2007 su autoarticolato,sono stato in quasi tutti i paesi europei che sulla viabilità sono molto più all’avanguardia di noi,se avete bisogno di spunti andate a farvi un giro a vedere le piste ciclabili che ci sono in Olanda per esempio,per quanto riguarda il traforo delle torricelle secondo me è molto utile anche per la sicurezza,soprattutto delle bici perchè i mezzi pesanti sui quali è fondato il nostro trasporto merci nazionale ne trarrebbero vantaggio, comunque la situazione è molto complessa e ritengo sia utile sapere il parere dei cittadini ma anche di persone competenti che non esprimamano la loro opinione sulla base di interessi delle lobby alle quali appartengono comunque sono consapevole che in italia per la sua conformazione geografica stretta non si possano costruire delle “highway” oppure sia difficile avere delle piste ciclabili da 5 metri di larghezza lunghe 60 km,allora io dico uniamo le piste ciclabili che già ci sono,estendiamo il bike sharing e creiamo un parcheggio per bici custodito in stazione

  2. Alvise Fretti

    19/06/2013 at 11:48

    In questo contesto di riduzione dei finanziamenti ( aparte Verona che ad effetto della revisione della ripartizione delle risorse destinate al Trasporto Pubblico Locale dala regione Veneto ci ha guadagnato ) mi chiedo che senso possa avere una filovia elettrica di 18 metri che funziona ad elettriicità all’esterno della città e a gasolio in centro, quando lo stesso servizio lo potrebbero benissimo fare gli autobus a metano ( già in dotazione) sempre di 18 metri? E’ davvero necessario questo finanziamento?

  3. Beppe braga

    26/12/2013 at 21:47

    Aver affidato la mobilita’ a Corsi e come se la conservazione della
    foresta amazzonica fosse stata affidata ai mobiliari di Cantu’, o peggio
    ancora se a Dracula fosse stata affidata la scorta del sangue raccolto
    dai donatori AVIS e da quelli della Croce Rossa.

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