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Violenza a Veronetta: Pd e Sel chiedono la Commissione sicurezza

Michele Bertucco e Mauro De Robertis, capigruppo Pd e Sel, fanno sapere di aver chiesto con urgenza la convocazione della commissione sicurezza per far luce sulle cause delle violenze che giovedì 21 marzo hanno sconvolto il quartiere di Veronetta e la città intera e annunciano che del problema verrà investito l’intero Consiglio comunale.

«Alcune settimane fa avevo già sollevato il problema del clima pesante che si respira in questo quartiere – spiega Mauro De Robertis – ulteriormente avvelenato, e a più riprese, dalle parole d’odio del consigliere Vittorio Di Dio, parole assolutamente indegne per l’istituzione che rappresenta. Pretendiamo che i responsabili di queste nuove violenze vengano puniti severamente e che la politica lavori per impedire che questo fuoco dilaghi ulteriormente».

«I fatti di Veronetta ci fanno tornare indietro al maggio 2008 – aggiunge Michele Bertucco – quando questo tipo follia costò la vita a un ragazzo come tanti, Nicola Tommasoli. In una notte a Veronetta è stato spazzato via tutto il lavoro che l’associazionismo scaligero e la parte buona, sana e attiva della politica e della società civile veronese hanno fatto per impedire che nella nostra città si ripetessero atti di tale natura. Ancora più grave è che in questa nuova ondata di odio politico sia direttamente coinvolto un consigliere di Circoscrizione, per di più nominato presidente della Commissione Cultura, non nuovo a queste situazioni in quando già indagato. Ora risalire la china sarà ancora più difficile perché si rischia che la violenza così innescata degeneri in altre situazioni di violenza».

«Le cose non sono rese più facili dal silenzio dell’amministrazione e del sindaco, che tardano a prendere una posizione di forte condanna contro gli autori degli assalti e che dovrebbero almeno dirci se, fatto salva per tutti la presunzione di innocenza, la situazione di Marcello Ruffo è ancora compatibile con i ruoli e le cariche che egli ricopre all’interno dei organi rappresentativi cittadini».

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