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Inchieste

L’Arsenale a 360 gradi: la storia, i progetti le interviste

INCHIESTA. Cade a pezzi ma Amministrazione e cittadini non concordano sul tipo di ristrutturazione: cosa deve diventare l’ex caserma austriaca? Un luogo per lo shopping in mano ai privati o uno spazio pubblico a disposizione dei cittadini? Sironi, Zanotto, Bertucco, Speziali, Klijn, La Paglia, Tronchin, Rossetti, Ferrari… Il vicesindaco Giacino sfugge al cronista

Vorrei incontrarti fra cent’anni, cantavano Ron e Tosca al Sanremo del 1996. Ma lo stesso potrebbero dire i veronesi dell’ex Arsenale austriaco sul quale pende un piano di recupero che prevede la cessione per concessione novantanovennale (99 anni) dei due terzi delle superfici coperte a privati che ne ricaverebbero bar, ristoranti, negozi e uffici.

In pratica una vendita, una privatizzazione: il concessionario acquisisce infatti, sulla “sua” parte di Arsenale, il diritto di costruire sia in superficie che nel sottosuolo (ad esempio parcheggi). Gli viene inoltre riconosciuta la possibilità di rivendere a terzi i diritti reali così acquisiti. Insomma, nella sua porzione potrà fare ciò che vuole. Gli unici vincoli, che verranno meglio specificati nella convenzione tra l’amministrazione comunale e i promotori del progetto, riguardano l’obbligo di eseguire un restauro conservativo rispettoso della struttura originaria e di rispettare le destinazioni d’uso assegnate che prevedono, per l’appunto, una quota maggioritaria di commerciale (negozi, bar ristoranti) e una quota di direzionale (uffici). In cambio il Comune di Verona otterrà la ristrutturazione del terzo residuo, l’unico a rimanere a destinazione pubblica.

Affare? Speculazione? Per la giunta comunale di centrodestra si tratta di una proposta concreta che consente di dare una soluzione all’annoso problema del recupero dell’ex compendio militare, che si trascina di amministrazione in amministrazione da ormai 20 anni. Per l’opposizione e i comitati cittadini si tratta invece di una svendita che non risponde alle necessità del quartiere. Certo, il compendio rimarrebbe comunque fruibile dal pubblico, tuttavia sarebbe una fruizione di tipo commerciale, buona per lo shopping e lo struscio del sabato sera. Dopo tanti anni di attesa, sono però molti i cittadini di Borgo Trento che si aspetterebbero di godere appieno il bene pubblico, vista e considerata la cronica carenza di verde e servizi che caratterizza questo quartiere in cui da sempre gli standard urbanistici vengono sacrificati allo sviluppo dell’Ospedale Maggiore.

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5 Comments

5 Comments

  1. Adamo Lubrico

    09/03/2013 at 15:00

    Nel 1995 – non ricordo la data comunque poche settimane prima che l’Arsenale passasse al Comune – ho avuto la fortuna di visitare in modo molto accurato l’Arsenale con la guida di due adorabili graduati. Adorabili in quanto realmente affezionati alla struttura e sinceramente dispiaciuti in quanto il taglio dei fondi da parte dei loro capi in vista della dismissione, non permetteva più una seria manutenzione, che comunque continuavano senza soldi con due reclute. Mi hanno mostrato (ai tempi c’entravo con l’edilizia) due tetti da “rimisciare” parzialmente e qualche intervento di necessaria deumidificazione. Ho visto non poche attrezzature di quel monumento al lavoro umano che era l’Arsenale e una stupenda turbina francese di inizio ‘900 per la produzione di elettricità. Tutto sparito, ora, credo. Ai tempi l’Arsenale si poteva restaurare con davvero pochi soldi, con un po’ più di soldi, ma non poi tantissimi, si poteva pensare ad una riconversione rispettosa, seria e con intelligente destinazione d’uso. Io pensavo alla Città dei Mestieri (cfr il successo di Genova) o a cose simili. Ci riceve Maccagnani qualche giorno dopo, gli diciamo l’idea, ci da dei provincialotti (sic!) e ci dice che loro hanno grandi idee per il loro gioiello. Esco e penso al serio rischio che tutto sarebbe andato a puttane e al fatto che, avendo un gioiello lo avrei dato più volentieri da gestire ad un maresciallo dell’esercito che a un politico della Lega. E ora ogni volta che ci entro mi viene tristezza.

    • Redazione

      09/03/2013 at 15:40

      Grazie Adamo.Ricordare fa sempre bene.

  2. Pierluigi Grigoletti

    10/03/2013 at 22:54

    Adamo coglie perfettamente il problema: l’Arsenale di Verona è stato non a caso il meglio conservato tra tutti, compreso quello viennese, proprio grazie alla presenza dell’esercito (anch’io lo visitai quando era ancora in mano loro).
    Penso di non sbagliare dicendo che è per estensione il monumento più grande di Verona.
    Tra tutti è quello con maggiori potenzialità culturali e potrebbe diventare un enorme polmone verde.
    È la naturale prosecuzione di Castelvecchio, con il suo ponte che conduce dritto dritto all’ingresso della Palazzina del Comando.
    Mi domando come una città dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità possa ancora considerarsi tale dopo una simile operazione di conversione pubblico/privato, e secondo me una riflessione verrà fatta in quelle sedi.
    Ci sarebbe da parlare anche di come a suo tempo l’ala Est sia stata quasi regalata alla Curia per farne una chiesa, alla faccia della regola tanto sbandierata da tutte le amministrazioni di trattare l’intero complesso come un unicum.
    Sono convinto che certe scelte come cosa farne dell’Arsenale, non possono essere prese in totale autonomia da qualsiasi amministrazione, anche avesse il più largo consenso, perché riguardano tante generazioni future.
    Ma la trasparenza non è il loro forte e sono decisamente impermeabili a qualsiasi critica, anche la più giusta.

    • Giorgio Montolli

      12/03/2013 at 08:30

      Grazie Pierluigi per le parole piene di buon senso. Ricordo a tutti che il giorno 20 marzo, alle 20.45, in sala Ater di Piazza Pozza (San Zeno) ci sarà un’assemblea pubblica proprio sull’Arsenale. Ecco l’invito rivolto a tutti coloro che vorranno partecipare:

      Carissimo/a,
      il giorno 20, alle 20,45 in Sala Ater di Piazza Pozza 1 a San Zeno si terrà un’assemblea pubblica in cui si parlerà dell’Arsenale di Verona e della sua destinazione d’uso. Parteciperanno:

      dott.ssa Francesca Capobianco
      arch. Andrea Galliazzo
      dott.ssa Elisabeth Klijn
      arch. Fiorenzo Meneghelli
      arch. Luca Speziali
      Modera la giornalista Fabiana Bussola

      Ha assicurato la sua presenza anche l’arch. Libero Cecchini.
      La ricchezza dei relatori consentirà di inquadrare l’Arsenale come bene storico artistico, di capire come l’ex caserma austriaca si inserisce nel quartiere di Borgo Trento, di conoscere i progetti che insistono sull’opera e le idee che a riguardo hanno i cittadini riuniti nel Comitato per l’Arsenale di Verona.
      Significativa a tale fine sarà la relazione dell’arch. Fiorenzo Meneghelli, perché si sta occupando del recupero del Castello di Brescia, città dove è in corso un’attenta valutazione al fine di valorizzare le potenzialità che la struttura offre. Gli organizzatori dell’evento (il Comitato per l’Arsena di Verona e il periodico l’Ansa dell’Adige) ti invitano a partecipare. Grazie.

  3. antonella

    01/03/2014 at 00:06

    Da quando ho visto l’arsenale austriaca anni anni fa me ne sono innamorata e subito nella mia mente si è scaturito un progetto… un progetto di albergo, golosità e in cui trovare prodotti di alta qualità facendola diventare un occhiello “in” superando le altre città italiane ( es: Milano, Roma, Bologna…) e tappa obbligatoria per turisti… ATTENZIONE PERO’: non intendo un centro commerciale pieno zeppo di modernità e caos!!!!!! INTENDO una ristrutturazione mantenendo il rustico, la cultura e la storia che essa trasmette… per tenerla sempre in perfetto stato e per creare si posti di lavoro, ma anche dove trovare genuinità doc!!!! Essenziale è mantenere la sua storia con un impronta total austriaco con all’interno un vano dedicato a mostre o quant’altro contenga cultura… magari un gemellaggio con una città autriaca… QUESTO il progetto nella mia mente… purtroppo l’unica cosa che mi frena ( a parte i tempi che corrono) sono proprio i soldi!!!! ci vogliono soldi per farla “risuscitare” nella sua integrale bellezza!!!! Vengo spesso a Verona e passo sempre ad ammirarla… pero mi si stringe il cuore al vederla cosi, sembra in uno stato di abbandono! e mi si stringe ancor pu il cuore al pensiero che se verrà messa mano da chi vuole sfruttarla economicamente perderà il grande valore culturale!!!!

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Assurdo farli al Pestrino dove la struttura impedirebbe il recupero naturalistico e storico di quel contesto ambientale.

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