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Arena di Verona

Inchieste

Arena, da tempio della lirica a contenitore per tutti gli usi

INCHIESTA. Puccini o Pausini? L’Aida di Verdi o Amici della De Filippi? Benché una scelta non escluda l’altra la stagione lirica in Arena soffre l’invadenza degli eventi extra, ovvero i concerti pop e gli spettacoli televisivi a sfondo musicale che occupano l’anfiteatro per molte sere anche in prossimità dell’inizio della stagione operistica, rendendo difficile programmare le prove di coro e orchestra. Una tendenza che in realtà nasce da lontano e dai migliori propositi di mettere a valore uno degli anfiteatri più noti al mondo, riempiendolo durante i mesi di stanca, a partire da quello di settembre. Ma che negli ultimi tempi, visto il sempre più impellente bisogno di ripianare le perdite di bilancio, rischiano di rubare letteralmente la scena all’operistica.

Ecco, ad esempio, il quadro disegnato da un sindacalista della Fondazione Arena lo scorso marzo al quotidiano L’Arena: «Fino al 25 marzo i tecnici si occuperanno dell’impiantistica relativa alle luci e al palcoscenico, mentre dal 27 marzo al 15 aprile sarà la volta del montaggio tecnico delle diverse opere. In seguito Litfiba, Tiziano Ferro, Amici, Wind Music Awards, il Gran Galà della lirica e Laura Pausini “ruberanno” l’anfiteatro al Festival lirico, lasciando ben poco tempo a tecnici e artisti per prepararsi. Dal 9 maggio al 9 giugno non si potrà provare: la prima è prevista per il 22 giugno. Il tempo è limitato: lo scorso anno siamo andati in scena senza aver provato atti interi, come il quarto di Aida». Vista ignorata da parte di Sovrintendenza e Comune la richiesta di rimandare gli eventi extra al termine della stagione lirica estiva, alla fine del mese di maggio i sindacati erano arrivati a minacciare uno sciopero (poi revocato) in occasione del 2 giugno, serata in cui si registrava il Galà della Lirica, presentazione televisiva della 90 stagione operistica con un programma in Arena condotto da Antonella Clerici. Posto il successo notevole in termini di audience televisivo di tale programma (19% di share che equivarrebbero a 4 milioni e 390mila spettatori), che si ripete ormai da tre stagioni, restano dei dubbi sulla reale efficacia di questa strategia di promozione e di finanziamento della lirica veronese.

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