GIORNALE DI ATTUALITÀ E CULTURA
La Lega e gli sprechi. Ad esempio Cà del Bue

di Daniele Nottegar * 

È del 26 giugno un interessante articolo sul Corriere del Veneto in cui il governatore Luca Zaia, ribatte al ministro Sacconi in merito alla politica dei tagli alla spesa pubblica. Il governatore ribadisce il concetto che ci sono delle priorità, quando si parla di lotta allo spreco, come “...must nazionali, come i 22 mila forestali della Calabria, il miliardo e mezzo di buco della sanità della Calabria, i 4,5 miliardi delle quattro Regioni del Sud”. L'articolo si conclude con una secca replica al presidente degli industriali del trevigiano che ripropone la messa in cantiere per un nuovo inceneritore per rifiuti industriali nella provincia di Treviso. Prontamente il governatore afferma :”In Veneto ci mancano i rifiuti da incenerire, non gli inceneritori. Ne abbiamo già tre, a Fusina, Ca’ del Bue e Padova. Sono più che sufficienti”.  È su quest' ultimo punto che Verona Reattiva vuole porre una seria riflessione, non fosse altro per rendere evidenti a tutti dei dati economici che, inspiegabilmente, paiono concetti del tutto insondabili ai nostri politici quando invece, a nostro avviso (e ad avviso di tutti gli esperti di settore da noi consultati) si tratta di contabilità spicciola, chiara e limpida e comprensibile a chiunque.  È lodevole l'obiettivo di Zaia di ridurre gli sprechi e le spese inutile anche se forse un tantino populista visto che il governatore si guarda bene dal citare tutta una serie di sprechi, e questa volta tutti veneti “con pedigree”, quali la realizzazione di costosissime opere totalmente inutili come l'autostrada delle Torricelle a Verona, il “motor city” a Vigasio, la TAV Verona-Padova, l' ippodromo di Verona; ma non vogliamo parlare di questo. Vogliamo parlare di Ca' del Bue e degli altri inceneritori della nostra Regione. È indubbiamente vero che di inceneritori in Veneto ce ne sono già troppi (ovviamente per la salute e le tasche dei cittadini anche un solo impianto sarebbe già di troppo). Non capiamo allora come mai il governatore Zaia si dimentichi del fatto che Ca' del Bue non è attualmente funzionante e l'ipotizzata messa in opera dei nuovi forni costerà un qualcosa come 118 milioni di euro senza contare l' ingentissimo costo di mantenimento e di gestione: tutti soldi che dovranno sborsare i veneti cittadini (a cui vanno aggiunti i soldi dei CIP6, contributi statali a sostegno dell'incenerimento, che invece provengono dalle bollette ENEL di tutti i cittadini italiani). In parole povere: se gli inceneritori del Veneto sono già troppi perchè buttare al vento vari milioni di euro per attivarne uno che non ha mai funzionato e che ora è da ricostruire da zero? In secondo luogo, e qui facciamo un po' di contabilità spicciola (ma l'unica, a differenza di quella che fanno AMIA e AGSM, ad essere chiaramente documentabile e comprensibile per i cittadini), il governatore, stranamente, non ricorda il fatto che gli impianti di trattamento a freddo dei rifiuti, assolutamente innocui per la salute e già testati nella provincia di Treviso, hanno un costo di messa in opera che è circa il 10% di quello del più economico impianto di incenerimento ed i costi di gestione sono, in egual misura, inferiori. Senza considerare che mettono in moto tutta una serie di imprese private che operano nel riutilizzo del materiale che viene recuperato con fortissime ricadute economiche per l'economia del territorio. In provincia di Treviso negli ultimi 5 anni sono nate 152 nuove imprese che si occupano di gestire il materiale proveniente dalla raccolta differenziata spinta dei rifiuti. Altro che inceneritore. Ma sarà poi vero che si vogliono evitare sprechi e si vuole tutelare l'economia della Regione?

* Associazione Verona Reattiva
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