I CIE sono prigioni. Un oltraggio alla dignità delle persone
CGIL, CISL e UIL contro l'ipotesi di realizzare il CIE per gli immigrati
CGIL, CISL e UIL di Verona, esprimono netta contrarietà alla realizzazione del CIE che si configura come una vera e propria struttura di detenzione per gli immigrati irregolari. I C.I.E. (al pari dei C.P.T. istituiti con la legge Turco-Napolitano nel 1994 e ridefiniti con il Decreto Maroni nel 2009) rappresentano un oltraggio alla dignità e alla libertà delle persone. La detenzione nei C.I.E. separa le famiglie. Un esempio vissuto: un lavoratore immigrato in Italia da 15 anni con due figli nati a Verona, viene licenziato a causa della crisi, dopo sei mesi perde il diritto al permesso di soggiorno, viene fermato e condotto in un C.I.E. per sei mesi e poi espulso. I due bambini e la moglie? Che colpe avevano? Di avere un marito e un padre licenziato? Di avere un marito e un padre “clandestino”? a loro chi dovrà pensare?Ancora una volta in materia di immigrazione, si cercano scorciatoie anziché affrontare i problemi per quello che sono. La diffusione dell’immigrazione irregolare e clandestina nasce infatti già per effetto della stessa legge Bossi-Fini che prevede che il migrante possa entrare in Italia solo quando è in possesso di un regolare contratto di lavoro. Il che è come dire che se una famiglia veronese avesse bisogno di una colf o di una “badante” dovrebbe cercarla direttamente nel Paese d’origine. Le cose, come tutti sanno, stanno in maniera ben diversa. Non a caso, al di là dei proclami, tutti i governi – nessuno escluso – hanno dovuto operare sanatorie, per consentire a quanti già lavoravano nel nostro territorio di continuare a farlo.Quello che serve è una programmazione seria dei flussi migratori, che dev’essere coordinata con le regioni e i comuni; servono provvedimenti che permettano ai migranti che hanno perso il lavoro per effetto della crisi, di avere a disposizione più tempo per cercare e trovare un’altra occupazione. Spesso, infatti, si tratta di persone e di famiglie che vivono e lavorano da anni nel nostro territorio, che si sono positivamente integrate e che per effetto delle nuove norme rischiano, dopo pochi mesi, l’espulsione dal nostro Paese.L’immigrazione è stata spesso strumentalizzata per motivi esclusivamente elettorali. L’immigrazione via mare (i famosi sbarchi di clandestini) è rappresentata per il 60% da persone aventi diritto di asilo politico e rappresenta solo il 2% degli ingressi ma è stata utilizzata per dimostrare la pericolosità del fenomeno e la forza del governo nel bloccare i “flussi”.Non è certo con i CIE che si combatte l’immigrazione clandestina che, è del tutto evidente, non sempre è sinonimo di criminalità. A meno di voler considerare criminali le migliaia di colf e badanti o di operai tutt’ora in attesa di regolarizzazione nonostante l’avvio delle pratiche. Lo Stato italiano ha già a disposizione altri strumenti per contrastare la criminalità italiana e straniera. Occorre rafforzare gli strumenti per agevolare e sostenere le famiglie degli immigrati regolari nelle pratiche per ottenere con maggiore facilità il rinnovo dei permessi di soggiorno e il riconoscimento della cittadinanza, anche con l’obiettivo (per chi ha la cittadinanza) di arrivare all’introduzione del diritto di voto amministrativo.CGIL CISL e UIL chiedono al Comune di Verona di ricostituire la Consulta per l’immigrazione e cioè di una sede istituzionale nella quale sia possibile un confronto fra tutti i soggetti che operano su questo terreno.