
EDITORIA
Bookcrossing: la liberazione dei libri
di Alvise Pettoello
Il 12-13 giugno si è tenuto a Verona il meetup nazionale dei bookcrosser o book corsari, coloro i quali si dedicano al bookcrossing, una pratica gratuita e volontaria iniziata circa dieci anni fa negli Stati Uniti, dove esiste la comunità più numerosa, e che negli anni successivi ha avuto diffusione in altri 130 paesi, nei cinque continenti.
Il bookcrossing prevede la liberazione di libri: il libro viene lasciato volutamente in luoghi pubblici allo scopo di farlo recuperare da altre persone favorendone la circolazione e quindi la diffusione dei contenuti. Ma nel suo percorso il libro viene costantemente seguito: dietro al bookcrossing esiste una procedura che consiste nel registrare sul sito www.bookcrossing-italy.com il libro. Con la registrazione viene assegnato un numero univoco (il BCID) che deve essere applicato sulla copertina tramite un etichetta, reperibile sul sito. Il BCID è la chiave del successo di questa pratica: permette il riconoscimento del libro, consente di segnalarne sul sito il ritrovamento in un determinato luogo e di lasciare commenti e pensieri ispirati dal libro che tracceranno il suo percorso.
Nel 2001 Ron Hornbaker ebbe l’intuizione di progettare un sito internet allo scopo di tracciare e seguire i libri. Il sito riscosse un successo immediato. Ad oggi sono quasi 500 mila iscritti in tutto il mondo. Al sito gemello italiano sono registrati quasi 3.000 utenti.
Il bookcrossing ha come principali nemici le case editrici che lo vedono come una minaccia seria a propri affari, vista la rapidità con la quale sta prendendo piede. I bookcrosser invece sono convinti che questa libera iniziativa favorisca lo sviluppo del mercato editoriale in quanto la libera circolazione dei volumi stimola nuove letture e quindi anche nuovi acquisti.
A chi si registra sul sito vengono consigliate delle Official Crossing Zone (OCZ), luoghi officiali, segnalati solitamente con locandine o poster, dove i bookcrosser possono depositare o prelevare i loro libri con una frequenza maggiore rispetto a luoghi non ufficiali.
Anche a Verona, se pur quasi sconosciute, esistono delle OCZ: il Comitato territoriale dell’ARCI di Verona, il Buri Bar presso Villa Buri, il Cinema Fiume, la pizzeria al taglio “Zio Lele”, il Centro culturale “Corte Salvi” a Bovolone, la Cooperativa PaneVino a Pedemonte. È sempre possibile registrarne anche di nuove, collegandosi semplicemente al sito e dandone comunicazione.
Quasi nulla viene lasciato al caso: sul sito sono riportate regole per rendere facilmente riconoscibile il libro e agevolare lo scambio. L’etichetta deve essere posta in maniera visibile e chiara, magari sulla copertina o sul retro del libro. All’interno del libro meglio descrivere brevemente cos’è il bookcrossing, perché chi raccoglie il libro, specialmente se lasciato non in zone OCZ, deve capire rapidamente che il libro non è stato perso o dimenticato ma che sta facendo un percorso.
A Verona sono circa una ventina i corsari più attivi. Più quasi 300 iscritti al forum ufficiale forum.bookcrossing-italy.com. Si incontrano una volta al mese, solitamente in qualche locale del centro storico o presso una OCZ.