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Cambio di rotta rispetto l’era Tosi. La nuova amministrazione ha deciso di diminuire di circa il 50% il volume delle 28 strutture medie e delle 14 grandi destinate a commerciale e terziario. Lo strumento è la riduzione del 13% del perimetro urbano.

La nuova giunta di Verona, espressione del centro-destra, così come lo erano state le due precedenti, sta rivedendo, fortunatamente, le scelte della non pianificazione dell’era tosiana. Scelte che da anni denuncio come pericolose iatture per l’equilibrio urbanistico del nostro territorio. Mi chiedo come sia possibile che un’amministrazione di centro destra sconfessi l’operato di un’altra amministrazione, sempre di centro destra, che l’ha preceduta.

È possibile, perché, come da decenni sto sostenendo, le scelte territoriali sono e sono state il prodotto tra il fattore politico e quello degli affari. I principi ideologici c’entrano poco, tutto dipende con quale metodo e di conseguenza merito, un’amministrazione pubblica intende effettuare le scelte d’uso del territorio. Se affidarle a persone di spiccata fedeltà politica, meglio se incompetenti della materia e di usare il territorio come moneta di scambio. Oppure affidarsi a persone competenti e meglio ancora se slegate dagli obblighi di partito. Risulta fondamentale la volontà di un’amministrazione pubblica di porsi autorevolmente quale responsabile della pianificazione del territorio e non di offrirlo al miglior offerente pur di fare cassa.

L’ex sindaco Tosi aveva preferito non pianificare il territorio, ma sfruttarlo al massimo, concedendo enormi quantità di metri cubi alle attività meglio paganti ed agli operatori economici in grado di sostenere i costi degli oneri urbanistici e delle opere di compensazione. Opere – spesso strade, rotonde ed altre infrastrutture viabilistiche – neppure sufficienti a supplire agli effetti negativi e devastanti dei nuovi insediamenti approvati, come dimostrano gli effetti negativi sulla viabilità e vivibilità della zona causati dal centro commerciale Adigeo. Con questa logica, sono stati pianificati oltre 400.000 mq a destinazione commerciale, terziaria e direzionale.

La nuova Giunta guidata da Federico Sboarina ha, fin da subito, affermato di voler ridurre l’eccesso delle strutture commerciali e terziarie presenti nel piano. Così, in esecuzione della normativa regionale di pianificazione delle aree commerciali, ha deciso di diminuire di circa il 50% il volume complessivo delle 28 strutture a destinazione commerciale e terziaria medie e delle 14 grandi. Gli impianti in odore di cesura o di riduzione volumetrica potrebbero essere quello della Cercola, 32.400 mq di commerciale e terziario, oltre ai cinque insediamenti tra viale Piave e la Palazzina di circa 40.000 mq complessivi. Sotto esame anche la riconversione commerciale degli edifici e degli spazi dell’ex Tiberghien.

Verona, lavori di demolizione ex Tiberghien

Lo strumento utilizzato dalla nuova giunta è stato la riduzione del 13% del “perimetro urbano” dove poter inserire i nuovi negozi e centri commerciali. Perimetro, che il 15 marzo scorso l’Amministrazione della Regione, sempre di centro destra, aveva bocciato alla giunta Tosi, perché non in sintonia con le norme regionali. La riduzione del “perimetro urbano” ha escluso e quindi tutelato i cosiddetti centri minori di Poiano, Quinto e di parte di Ca’di David, oltre all’area della Spianà. In questo modo, la nuova amministrazione potrà revisionare l’intera variante 23 al P. I. (Piano degli Interventi).

Mi auguro che questa volontà di rivedere e di riprogrammare il territorio continui nel tempo e non sia minata da interessi di parte che paventano un probabile danno economico. Nella revisione del nuovo piano, oltre alla diminuzione della volumetria, auspico che non siano proposte nuove edificazioni, ma solo la riqualificazione di edifici o capannoni dismessi. Dovrebbero essere attentamente controllate, per aumentarne la protezione, le zone ambientalmente e paesaggisticamente più fragili, come quelle delle colline ed a ridosso dell’Adige.

Va posta molta attenzione se, ed eventualmente come, consentire la trasformazione delle costruzioni edilizie in collina e nel parco dell’Adige, in agriturismi, residenze, o strutture ricettive. Anche senza aumento di cubature, l’impatto delle eventuali infrastrutture viabilistiche, va attentamente valutato.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

 
Giorgio Massignan

L'autore: Giorgio Massignan

Giorgio Massignan, nato il 21 maggio 1952 a Verona. Residente a Verona, laureato in architettura e urbanistica presso lo IUAV di Venezia nel 1977. Autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Autore di quattro romanzi a tema ambientale e di un libro sui meccanismi di gestione del territorio a Verona dal 1948 ad oggi. Già presidente della sezione veronese di Italia Nostra, già segretario regionale del Consiglio regionale di Italia Nostra, attuale delegato regionale alla commissione nazionale di pianificazione di Italia Nostra. Già assessore alla pianificazione del Comune di Verona negli anni 1992-93. Già presidente dell'Ordine degli Architetti di Verona. Attuale responsabile dell'osservatorio territoriale VeronaPolis. giorgio.massignan@massignan.com

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