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Sabato 3 febbraio, alle 17:30 presso l’Hotel  Due Torri di Verona, proseguono, in punta di bacchetta, gli incontri tematici dedicati al libro Sognatori, poeti, viaggiatori. Sguardi su Verona e il Garda (ed. Antenore -Salerno), raccolta di saggi di autori contemporanei curata dalla ricercatrice e scrittrice Paola Tonussi.

“Mozarte e Rossini a Verona” è il tema dell’evento che sarà introdotto dalla curatrice e condotto dal pianista Giuseppe Albanese insieme al maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e presidente del Fondo Peter Maag, mentre le letture curate dall’attore Roberto Vandelli, porteranno il pubblico sul “rigo” delle sensazioni provate da questi grandi musicisti nel loro viaggiare e nel loro sognare Verona.

Era il tardo pomeriggio del 27 dicembre 1769 quando il tredicenne Wolfgang, accompagnato dal padre Leopold Mozart, arrivò a Verona. Presentati i documenti di rito alla Porta San Giorgio, costeggiarono in carrozza la contrada di Santo Stefano. Sull’antico Ponte Pietra, attraversarono il fiume Adige, alle cui rive s’ancoravano i tipici mulini, ed entrarono in città per la Brà dei Molinari. Oltrepassarono il convento dei Domenicani lungo strade dal selciato sconnesso, fiancheggiate da case in rovina, macerie, liquami e pozzanghere. Giunti infine nella piazza di Santa Anastasia, presero alloggio all’albergo Due Torri. Qui li lasciamo, in attesa di scoprire cosa avvenne.

Gioacchino Rossini arrivò a Verona nel 1822, quando la città fu teatro del “Congresso dei Grandi” a cui parteciparono i 13 “potenti” che ripristinarono in Europa l’Ancien Régime dopo la caduta di Napoleone. Per l’occasione, Metternich chiese al grande compositore pesarese  di allietare il concilio con due cantate celebrative. Nascono in questo modo La Santa Alleanza, rappresentata in Arena il 24 novembre 1822 e Il vero omaggio, cantato da Giovanni Battista Velluti il 3 dicembre dello stesso anno al Teatro Filarmonico.
Così ebbe a scrivere il Rossini a riguardo: «Ci andai su invito del principe Metternich, il quale mi aveva scritto una lettera moto amabile: poiché ero il dio dell’armonia, mi scriveva, avrebbe desiderato che venissi dove di armonia c’era tanto bisogno».

Il bisogno di armonia persiste e magari ne troveremo un po’ in questa serata in cui troveremo ad attenderci al Due Torri il giovane Mozart ed un più maturo Rossini per raccontarci il loro viaggiare e sognare Verona.

Cinzia Inguanta

 
Cinzia Inguanta

L'autore: Cinzia Inguanta

CInzia Inguanta è nata a Firenze nel 1961. Diplomata in Design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Giornalista e blogger ha diretto Radio Popolare Verona. Attuale direttrice di Verona In, collabora con il mensile Noticum e il trimestrale Totemblueart affrontando i temi dei diritti civili e della promozione sociale della donna. Nel 2011 ha ricevuto la segnalazione della giuria del Premio Letterario Ibiskos per una raccolta di poesie, sempre con una silloge poetica è tra i classificati del premio letterario Opera Uno; a giugno dello stesso anno pubblica Bianca (Bonaccorso editore). Alcune sue poesie sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. cinzia.inguanta@email.it

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