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Officine Ferroviarie Veronesi e Fonderia tornano ad abbracciarsi: nacquero praticamente assieme nei primi anni del ‘900 per opera del “patriarca” Antonio Galtarossa, presero strade diverse attraversando varie crisi, ed ora tornano assieme sotto il nome di Acciaierie di Verona del Gruppo Pittini.

Era stata l’on. Alessia Rotta del PD nelle settimane scorse ad anticipare la notizia del via libera del MISE (Ministero allo sviluppo economici) all’acquisizione delle Nuove Ofv da parte del Gruppo Pittini; molto altro ancora non si sa, se non che l’acquisizione si perfezionerà con il versamento di 1,5 milioni di euro in due parti nel 2018 e 2019.

Così il Gruppo Pittini mette salde radici a Verona. Dopo aver acquisito a fine 2015 dal Gruppo Riva lo stabilimento con i forni elettrici per la produzione dell’acciaio ed i laminatoi, ora rinforza la sua presenza con l’acquisizione dell’area delle ex Officine Ferroviarie ampliando la sede veronese.

Ma il Gruppo Pittini ha acquisito le Nuove Ofv per produrre carrozze ferroviarie o solo perché interessata all’area? Ecco, la seconda ipotesi è certamente la più accreditata. Le carrozze ferroviarie non sono certo  il core business del Gruppo Pittini, mentre la disponibilità dell’area adiacente a quella dell’acciaieria è strategicamente interessante per il sito veronese del gruppo.

L’acquisizione dell’area Nuove Ofv non era inizialmente nei piani del Gruppo Pittini, ma si è venuta a concretizzare solo dopo le traversie occorse a Pawan Ruia, l’imprenditore indiano proprietario delle  Nuove Ofv, per le quali era stato arrestato in patria a fine 2016 e soprattutto dopo le mancate promesse in termini di investimenti, commesse e assunzione di personale. La domanda è quindi: il Gruppo Pittini alla luce di questa nuova opportunità, rivedrà i suoi piani di sviluppo? Ed in quale direzione?

Il piano di investimenti industriali presentato dal Gruppo Pittini circa un anno fa, come indicato da Giorgio Massignan in questo articolo, riguardava il rifacimento di alcuni capannoni, il miglioramento tecnologico e della qualità del prodotto (vergelle), il recupero di energia termica da riutilizzare come teleriscaldamento per 30 gigawattora termici (equivalente al riscaldamento di 2000 appartamenti), l’incremento del trasporto merci in entrata e uscita su rotaia rispetto a quello su gomma, il tutto per una spesa di almeno 100 milioni di euro e mantenendo invariata la produzione di acciaio.

Acciaierie Pittini, Verona

Dopo un anno a che punto sono questi investimenti? È ben evidente l’alto profilo del piano industriale, il cui sviluppo era previsto nell’arco di 3-5 anni, e forse l’inattesa acquisizione dell’area Nuove Ofv, oltre a rappresentare una ghiotta opportunità per l’azienda, potrebbe aver richiesto qualche revisione. Ma qualche risposta alla città deve essere data.

L’ acciaieria “Galtarossa” è una presenza storica per la città, che ha attraversato tutto il novecento e ha dato lavoro, e lo continua a dare grazie alla nuova proprietà, a generazioni di veronesi, anche se negli ultimi decenni l’impianto industriale è diventato una presenza sempre più ingombrante per effetto della maggiore sensibilità ambientale, della vicinanza sia con il centro città che con quartieri popolari, nonché della contiguità al Parco dell’Adige Sud.

Un confronto con la città e la sua amministrazione è quindi urgente ed indispensabile. Innanzitutto dal punto di vista del lavoro: quali prospettive per gli oltre cento lavoratori fermati nel 2013 e tuttora in cassa integrazione o mobilità? E come sarà utilizzata l’area delle Nuove Ofv  nel contesto delle acciaierie, semplice stoccaggio di materiale o nuove attività di produzione?

Quando inizieranno e come si svilupperanno gli investimenti? Si tratta di lavori che metteranno in moto un indotto non trascurabile per la città, sia dal punto di vista economico che della logistica di materiali e persone; ed il recupero energetico dai forni con l’immissione del calore nella rete cittadina del teleriscaldamento è altresì un evento importante che consentirà di ridurre l’emissione di anidride carbonica e inquinanti nell’ambiente.

Infine c’è una promessa che ha un impatto notevole sia dal punto di vista ambientale che della viabilità: quella di privilegiare l’ingresso e l’uscita delle merci nello stabilimento direttamente dalla rete ferroviaria, riducendo al minimo il flusso di mezzi pesanti sul lungadige Galtarossa, che ingombrano e rallentano  la normale viabilità su uno dei collegamenti viari strategici della città.

Lavoro, ambiente, economia, trasporti, sono questioni tutte tra loro interconnesse la cui soluzione richiede una visione d’insieme e non risposte parziali e frammentate. La “Galtarossa”, oggi Acciaierie di Verona del Gruppo Pittini comprendente anche le Nuove Ofv, non è un’isola indipendente, ma vive dentro la città e serve un dialogo aperto e costruttivo con i cittadini e l’amministrazione di Verona.

Claudio Toffalini

 
Claudio Toffalini

L'autore: Claudio Toffalini

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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