BannerAmazonVeronain615x60

Nel 1973 alle donne non era ancora consentito partecipare al voto per eleggere il sire del Carnevale veronese e per protesta minacciarono la creazione di una loro maschera. Dopo quattro anni di battaglie sotto la guida di Anna Bertoldi, finalmente nel 1977, dopo aver occupato Porta San Zeno, le suffragette ottennero quanto chiedevano.

Domenica 21 gennaio 2018 si è conclusa la campagna elettorale per scegliere il sire del 488° Carnevale veronese con l’apertura dei seggi, lo spoglio delle schede e i tradizionali gnocchi al pomodoro in Piazza San Zeno. Papà del gnoco è stato eletto Scintilla, al secolo Enrico Zecchetto.

Una scelta che ha coinvolto tutti i cittadini di Verona e provincia ma non sempre è stato così. Inizialmente solo i capi famiglia del rione di San Zeno avevano la possibilità di esprimere la propria preferenza su chi dovesse stringere il piron col Gnoco, in seguito il riconoscimento del diritto di voto venne esteso a tutti gli uomini ma per ottenere il suffragio universale, comprendente anche il parere femminile, la strada fu lunga e non priva di ostacoli.

Verona, Papa del Gnoco (Foto Filippo Brunelli)
Verona, Papa del Gnoco (Foto Filippo Brunelli)

Le prime rivendicazioni risalgono al 1973 e si svolgono sotto l’egida di Anna Bertoldi, nota femminista veronese, la quale in nome della parità di diritti, chiede di ammettere anche le donne al voto per eleggere il Papà del Gnoco. La sua richiesta ottiene l’appoggio di numerose signore che presentano al Sindaco Carlo Delaini una petizione con quattrocento firme, nella quale chiedono di rinnovare con intelligenza la tradizione carnevalesca alla luce delle conquiste paritarie.

Se la richiesta fosse respinta le conseguenze sarebbero gravi, fanno capire le suffragette veronesi, perché la ricaduta coinvolgerebbe l’intero carnevale, attaccando dalle fondamenta il Bacanàl del Gnoco e le sue tradizioni. Le donne diserteranno con i propri figli non partecipando alla manifestazione del Venerdì Gnocolar, evitando di preparare i tradizionali gnocchi di patate e istituendo una nuova maschera tutta al femminile, un anti Papà del Gnoco: Mama Pastisada.

Il Comitato carnevalesco, forse più per riverenziali timori che per convinti riconoscimenti, si dichiara favorevole al voto delle donne anche se la decisione finale è rimessa ai due canditati in lista per la prima maschera del Carnevale veronese e il veto di uno stabilisce il no definitivo. Le suffragette veronesi non comprendono i motivi della decisione anche perché, come sostiene Anna Bertoldi in un’intervista di quegli anni «se si parla di rispetto della tradizione, questa è già stata infranta allargando il diritto di voto a tutti gli uomini non solo di Verona ma anche della provincia». Si concludono le votazioni senza una reale conquista da parte del movimento femminista ma solo con la promessa che l’anno successivo anche le donne avrebbero potuto votare, impostando conseguentemente una campagna elettorale che le coinvolgesse.

L’anno successivo, il 1974, per la mancanza di canditati e per le criticità dell’anno precedente vengono chiamati “in conclave” tutti gli ex Papà del Gnoco per scegliere tra loro il sire dall’abito color rosso e avorio. Il 1974 è ricordato come un anno senza elezioni popolari, senza l’apertura al diritto di voto alle donne, senza i comizi e gli scontri dialettici, senza le invettive e la folkloristica ironia carnevalesca nelle osterie e nei bar.

Coupon Carnevale 1975

Nel 1975, il 445° Papà del Gnoco viene eletto tramite coupon pubblicato sul quotidiano L’Arena con i nomi di ben cinque candidati. In questo singolare caso tutti i veronesi possono esprimere il loro voto, donne e uomini, compilando la scheda apposita e consegnandola di persona o spedendola alla sede de L’Arena. Le donne di fatto votano anche se non c’è ancora un riconoscimento ufficiale.

Nel 1976 la popolazione di San Zeno risponde nuovamente al proclama del Notaro della Contrada, presentando i candidati per la celebre maschera veronese. Dopo due anni si torna a votare secondo il tradizionale sistema di voto escludendo nuovamente l’elettorato femminile. Il rispetto del folklore e della tradizione continua ad inserire la donna in un ruolo sociale secondario, considerandola inadatta a decidere di questioni “politiche” e più opportuna nel cucinare, rassettare casa, curare figli e mariti.

Nel 1977, dopo quattro anni di battaglie e tentativi di sensibilizzazione della popolazione, il movimento femminista decide di occupare Porta San Zeno, sede del Bacanàl del Gnoco. La protesta e l’occupazione sono brevi perché sedate dalla promessa e disponibilità del presidente del Bacanàl di concedere il diritto di voto alle donne, dopo che queste abbiano presentato una richiesta formale firmata da un certo numero di richiedenti. Nelle osterie e nei bar, tra un “bianco”, un “rosso” e una partita a briscola, si discute animatamente della questione, della scelta storica che modifica una tradizione secolare, dividendo i sanzenatti in due fazioni. Le donne, armate di avvocato non indietreggiano di un passo, mantenendo le loro conquiste e rafforzandole.  Così nel 1977, con tanto documento ufficiale, il Papà del Gnoco di quell’anno, Piero Robbi, diventa personaggio rappresentativo di tutti i veronesi in uno spirito di uguaglianza e allegria: “Alle ore 22:30 della sera del 18 gennaio dopo animata discussione e con un’elezione con esito di quattordici si e dieci no su ventiquattro presenti dei componenti del Comitato. Le donne della nostra città e provincia hanno ottenuto il suffragio per votare per il Papà del Gnoco.

Zeno Massignan

Foto da www.carnevaleverona.it

 
Zeno Massignan

L'autore: Zeno Massignan

Zeno Massignan è nato a Verona nel 1988, laureato in Lettere con un percorso in Storia dell’Arte, laureato in Gestione ed Economia dell’Arte. Ha lavorato nel settore marketing e comunicazione per alcune istituzioni museali. Pratica e insegna judo, appassionato di arte, apprezza la convivialità e la vita all’aria aperta. zeno.massignan@hotmail.it

commenti (0)

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

ABBONATI A VERONA IN