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Dal 29 gennaio al 26 marzo, al Filarmonico di Verona Il riflesso del tempo – Il Novecento, decima edizione della rassegna culturale Idem che avrà per tema le svolte artistiche e di mentalità del Novecento, nel rapporto tra arte e vita. Come di consueto Idem propone una programmazione interessante, forse non molto innovativa, ma che ahimè, rimane incurante rispetto  alla parità di opportunità. Nessuna figura femminile infatti, salirà sul palco per raccontare i cambiamenti di direzione del secolo scorso.

Protagonisti della rassegna saranno Alessandro Baricco (29 gennaio), Mario Brunello e Gianni Canova (26 febbraio), Philippe Daverio (10 marzo) e Aldo Grasso (26 marzo). Successo di pubblico assicurato dunque, ma pur comprendendo che per un organizzatore il primo pensiero sia quello di riempire il teatro, ci sarebbe piaciuta una maggiore sensibilità e attenzione verso le donne, che mai come nel Novecento sono state le protagoniste di importanti cambi di mentalità, di svolte sociali, artistiche e di costume.
Insomma qualcosa di più del consueto ruolo da copertina, nella pur splendida foto di Maggie Taylor, eletta a manifesto della rassegna.

Non si tratta di cultura di genere, semplicemente di cultura.

Libretto rassegna Idem 2018

 
Cinzia Inguanta

L'autore: Cinzia Inguanta

CInzia Inguanta è nata a Firenze nel 1961. Diplomata in Design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Giornalista e blogger ha diretto Radio Popolare Verona. Attuale direttrice di Verona In, collabora con il mensile Noticum e il trimestrale Totemblueart affrontando i temi dei diritti civili e della promozione sociale della donna. Nel 2011 ha ricevuto la segnalazione della giuria del Premio Letterario Ibiskos per una raccolta di poesie, sempre con una silloge poetica è tra i classificati del premio letterario Opera Uno; a giugno dello stesso anno pubblica Bianca (Bonaccorso editore). Alcune sue poesie sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. cinzia.inguanta@email.it

Commenti (1)

  • Concordo con il commento a proposito dell’assenza di figure femminili sul palco. E aggiungo: una rassegna molto provinciale. Sempre i soliti nomi ‘sicuri’ (Daverio? Bastaaaaaaaaa) per un pubblico che non vuole sforzarsi troppo, e nessuna capacità di proporre personaggi, artisti, letterati, intellettuali, da far scoprire prima che passino dai soliti salotti o talk show televisivi.

commenti (1)

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