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Ippogrifo Produzioni, Barbara Baldo, Chiara Mascalzoni, Alberto Rizzi

Venerdì 19 gennaio, per la rassegna L’altro Teatro al Teatro Camploy di Verona, è andato in scena in anteprima assoluta il nuovo spettacolo di Ippogrifo Produzioni: Magari Faccio un Salto.

Dopo il successo di critica e di pubblico del precedente Sic Transit Gloria Mundi, Ippogrifo torna in scena con una produzione originale e coraggiosa. Una riflessione ampia che gioca sul senso ultimo del teatro, sul suo rapporto con la vita. Uno iato tra verità e finzione, tra ordine e follia, tra vita e morte.

Una performance che inizia già durante la campagna di comunicazione, deviando l’attenzione e l’immaginazione dello spettatore, creando desideri che non si realizzano durante lo spettacolo e modificando la percezione abituale della realtà, delle notizie e delle previsioni, al fine di rivelare aspetti nuovi e inconsueti e sorprendere lo spettatore.

Lo staff di Ippogrifo si presenta, parla di sé e si mette a nudo, descrive le modalità lavorative, la suddivisione dei ruoli e delle mansioni, portando sul palcoscenico allo stesso tempo, sia i personaggi che le persone con i tratti che più li contraddistinguono. La scenografia è uno spazio aperto, pieno di possibilità, costituita dagli arredi e allestimenti delle precedenti produzioni. Non si tratta semplicemente della rottura dell’illusione scenica ma talvolta l’illusione stessa viene messa in discussione mescolando confini e prospettive. Sembrerebbe che i personaggi esistano di per sé, nonostante l’inganno del teatro. Si insinua un dubbio legato all’inesistenza di una realtà oggettiva, confondendo e portando a riflettere su quanto la vita reale non sia meno intangibile ed evanescente rispetto al mondo fittizio dell’arte.

La trama dello spettacolo è fluida, continua a mutare, descrivendo situazioni forse quotidiane per la compagnia. Di fronte alla possibilità di vincere un bando ben pagato sorge la necessità di trovare un’idea originale, creativa e innovativa. Gli sforzi congiunti delle menti, portano alla creazione di un progetto tanto ambizioso quanto bizzarro che proietta l’intera compagnia in una nuova avventura artistica e produttiva dai risvolti inaspettati.

Tra scene felliniane e intensi ritratti, lo spettacolo diventa un’occasione per parlare della mania contemporanea dell’autocelebrazione sia in ambito personale che aziendale. Risulta uno spettacolo profondamente ironico e autoironico, ricco di citazioni, autocitazioni, metafore e allusioni in un gioco colto da connoisseur che mescola esigenze drammaturgiche al piacere fine a sé stesso. Questo delicato equilibrio che fonde poli opposti, insiste sul tema della vita e della morte, celebrando personaggi celebri e virtuosi, riportando il loro esempio e generando paradossalmente nuova esistenza e vita.

Zeno Massignan

 
Zeno Massignan

L'autore: Zeno Massignan

Zeno Massignan è nato a Verona nel 1988, laureato in Lettere con un percorso in Storia dell’Arte, laureato in Gestione ed Economia dell’Arte. Ha lavorato nel settore marketing e comunicazione per alcune istituzioni museali. Pratica e insegna judo, appassionato di arte, apprezza la convivialità e la vita all’aria aperta. zeno.massignan@hotmail.it

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