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Marco Padovani
Marco Padovani

Nell’intervista di Verona In dello scorso dicembre, l’agronomo Marco Magnano, responsabile AMIA della manutenzione delle aree verdi di Verona, sottolineava che  la municipalizzata aveva competenza solo per la manutenzione ordinaria e indicava il Comune di Verona come responsabile della pianificazione, progettazione e manutenzione straordinaria del verde pubblico.  A questo proposito abbiamo perciò intervistato l’assessore alle Strade e Giardini Marco Padovani.

La squadra che in Comune si occupa del verde è composta da 1 responsabile  organizzativo, 4 tecnici, 1 amministrativo, 1 segretaria e 3 giardinieri per gli addobbi floreali. Per l’anno 2017 sono stati spesi: euro 3.400.000  per la manutenzione ordinaria di  cui si occupa l’AMIA, ed euro 300.000 per la manutenzione straordinaria, di cui si occupa direttamente il Comune di Verona.

Padovani, qual è la posizione del Comune in relazione allo studio “Il Verde fa bene alla salute” effettuato dall’ULSS 20 e dalla facoltà di Architettura di Venezia in cui si afferma che il verde oggi nelle città ha effetti terapeutici e protettivi (filtro per le polveri, abbassa la temperatura, assorbe la CO2, etc.)?

«È indubbio che il verde fa bene alla salute e che i giardini dovrebbero essere presenti ad almeno 1 Km dalle abitazioni. Crediamo comunque che a Verona  non siamo molto lontani da questa situazione».

Qual è la superficie minima che un giardino pubblico dovrebbe avere per essere davvero efficace negli effetti terapeutici e protettivi accennati prima?

«Secondo noi tutte le aree verdi hanno una loro specificità ed anche le piccole aree possono avere una loro importanza. Se per le aree verdi di grande dimensione è evidente oltre all’effetto psicologico anche quello ecologico, non sono da trascurare nemmeno le aree più piccole,  sia per un bene-essere  psicofisico, sia per il contrasto all’effetto “isola di calore” ».

Verona, Parco di Santa Teresa

Perché  il verde a Verona è distribuito in modo disomogeneo così che a Verona Sud, dove sono concentrati traffico, attività produttive  e inquinamento, esso è nettamente  inferiore a quello del resto della città?

«C’è una ragione storica. La ZAI a Verona Sud ha meno verde perché è nata per gli insediamenti produttivi. Tuttavia le ultime realizzazioni del Parco San Giacomo e del parco di Santa  Teresa (PRUSST) hanno incrementato il verde in questa zona, con una superficie a verde di 120.000 metri quadrati».

Perché il censimento  degli spazi verdi non è reso pubblico?

«Abbiamo rimandato la pubblicazione, di cui peraltro i dati sono comunque a disposizione degli amministratori, per cercare di dare dati aggiornati e cartografati. È stato un lavoro lungo e faticoso. Il censimento sarà pubblicato all’inizio del 2018 sul sito del Comune. Ci saranno la planimetria, con l’ubicazione dei giardini, e le tabelle divise per circoscrizione, con i dati salienti delle aree: tipologia, superfici, ente manutentore».

Quali provvedimenti sono stati presi, o sono in programma, a Verona per realizzare quanto previsto dall’art. 6 della Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” in particolare per “promuovere l’incremento degli spazi verdi urbani, di ‘cinture verdi’ intorno alle conurbazioni per delimitare gli spazi urbani” e per realizzare  “grandi aree verdi pubbliche nell’ambito della pianificazione urbanistica, con particolare riferimento alle zone a maggior densità edilizia”?

«Il Comune di Verona ha la fortuna di avere una cintura verde al suo interno, ossia la cinta muraria, un’opera grandiosa. In questi anni si è cercato di rivitalizzare e dare sempre più continuità a questa cintura verde per renderla sempre più fruibile ed appetibile sia dai veronesi che dai flussi turistici che interessano la nostra città. Nelle parti più periferiche negli ultimi dieci-quindici anni si sono realizzati interventi importanti. Cominciando da Nord e andando in senso orario, troviamo il parco di via Belvedere, quelli di via Anti, Bosco Buri e san Giacomo, il Maggiolino e il parco Nord (Corte Molon) per citare le aree verdi più importanti. Siamo tra i pochi grandi comuni che hanno messo a dimora “un albero per ogni neonato”, cercando di realizzare lo spirito profondo della legge, ossia la creazione di aree boschive. In questo modo abbiamo creato delle zone che saranno i boschi di domani a Corte Molon, Bosco Buri, Forte Gisella, via Copparo, per citarne alcuni».

È d’accordo che per predisporre un programma serio di tutela, sviluppo e  gestione del verde Verona dovrebbe dotarsi del “Piano del Verde” strumento urbanistico che molte città già  hanno: Reggio Emilia,  Milano, Venezia, Parma, Bologna, Prato, Reggio Calabria, Cagliari, etc.?

«L’assessorato Strade e Giardini è intenzionato a portare avanti la redazione del Piano del Verde e vorremmo presentare una proposta entro tempi relativamente brevi».

Alberto Ballestriero

Foto in alto: Verona, il parco di Santa Teresa

 
Alberto Ballestriero

L'autore: Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. E’ socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari - divagazioni di un giardiniere sul paesaggio” E’ socio fondatore dell’Osservatorio territoriale Verona Polis. ballestriero@gmail.com

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