BannerAmazonVeronain615x60

Su Ponte Crencano non sventola bandiera bianca, ma anzi si levano gli scudi contro la cementificazione dell’Ex Area Bam e le quattro torri della discordia. Il comitato A.S.M.A.(Associazione Santa Maria Ausiliatrice) nell’assemblea pubblica di ieri sera, 17 gennaio 2018, che ha visto la partecipazione di un centinaio di residenti, rilancia con rinnovato vigore la mobilitazione contro l’attuazione del Piano Urbanistico Attuativo di Via Mameli e incassa due punti a favore: la raccolta in poche settimane di 1550 firme e il voto contrario al progetto espresso dalla Seconda  Circoscrizione.

Il presidente del comitato Maurizio Framba, snocciola le cifre: «in pochi giorni abbiamo raccolto 1550 firme grazia all’ impegno di volontari. L’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. La raccolta è tuttora aperta e non escludiamo di poter raggiungere il tetto di 2000. Richiederemo un incontro con il sindaco e l’assessore competente per la consegna ufficiale».

Il presidente della Seconda Circoscrizione, Elisa Dalla Pezze (PD), rende noto l’esito della riunione di Consiglio che attraverso due votazioni ha espresso un netto pare contrario all’intervento in Ex Area Bam  nel suo complesso in quanto «opera di impatto non tollerabile per la popolazione e il territorio, che necessita invece di altre azioni di carattere ambientale e sociale e di miglioramento della vivibilità del quartiere». 15 i voti contrari al progetto, solamente 2 i favorevoli.

In Consiglio Comunale la mozione denominata “il Comune di Verona revochi il PUA di Via Mameli” presentata lo scorso 8 gennaio da Michele Bertucco, esponente di Verona In Comune, verrà messa ai voti nella serata di oggi o spostata al massimo di una settimana. Bertucco evidenzia come il PUA approvato nella delibere del 22 giugno 2017,  sia stato approvato ad atti già ampiamente scaduti che ne comporterebbero la decadenza. Così scrive in una nota: «Carte alla mano, il Piano Urbanistico Attuativo era già stato approvato in via definitiva il 22 febbraio 2012 con delibera di giunta di giunta numero 61. Ma, dal momento che in quello stesso periodo era in corso di approvazione il Piano degli Interventi (che sarebbe entrato in vigore di lì a pochi giorni, il 1 3 marzo 2012), la delibera 61 aveva posto espressamente due condizioni: la prima, che citiamo testualmente: “Dato che il presente PUA è stato presentato in data antecedente a quella di adozione del suddetto PI, si applica la disciplina previgente purché la sua approvazione intervenga definitivamente entro 120 giorni dalla data di efficacia del richiamato PI”. La seconda, che citiamo altrettanto testualmente, dice che “la convenzione, come sottoscritta in via preliminare dagli aventi titolo proponenti, dovrà essere rogata, da notaio o pubblico ufficiale a ciò abilitato, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del PI a pena di decadenza del PUA medesimo”.Dato che da allora l’ultimo atto amministrativo utile risale al 22 giugno 2017, e che la firma della convenzione risulta risalire addirittura al novembre 2017, ci pare evidente che tutte e due le condizioni poste dalla delibera 61 sono  state completamente disattese. Chiediamo dunque agli uffici comunali e all’attuale amministrazione di accertare la fondatezza di queste nostre convinzioni e di agire di conseguenza revocando la delibera di giunta del 22 giugno 2017. Ponte Crencano e il quartiere di Borgo Trento meritano una riqualificazione degna di questa nome, non una inutile colata di cemento».

È noto come l’Assessore all’Urbanistica Ilaria Segala abbia smorzato gli entusiasmi ripetendo più volte ripetuto che difficilmente si potrà tornare indietro. Alla luce degli elementi portati in mozione da Bertucco, resta da vedere quale sarà tuttavia alla prova dei fatti l’orientamento della maggioranza, i cui rappresentati in Seconda Circoscrizione hanno già espresso un netto parere contrario all’intervento.  L’elemento politico è proprio questo.

Comunque questa vicenda andrà a finire, su un punto sembrano essere tutti d’accordo: come sottolineato sia da Bertucco cha da Dalle Pezze «in futuro per qualsiasi tipo d’intervento di forte impatto sul territorio, sia auspicabile venga attivato un percorso di partecipazione delle comunità locali». In effetti che i cittadini vengano perlomeno coinvolti e ascoltati, non ci pare essere un’eresia da folli visionari.

Lorenzo Fabiano

 

commenti (0)

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

ABBONATI A VERONA IN