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Sabato 20 gennaio alle 20:30, sul palcoscenico del Teatro Ristori La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo di Lucia Calamaro, una produzione del Teatro Stabile della Sardegna e dell’Umbria in collaborazione con il Théâtre National de l’Odeon, Parigi e il Teatro di Roma. Lo spettacolo, debuttato a Terni nel settembre 2016, arriva a Verona dopo la tournée italiana e internazionale che ha confermato Lucia Calamaro tra le eminenti protagoniste della scena teatrale contemporanea.

Lo spettacolo (tre atti per tre ore di durata) è una riflessione sulla questione del dolore e del ricordo, sullo strappo tra vivi e morti. “Un dramma di pensiero”, come lo definisce l’autrice, che accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre colpevolizzante gestione interiore dei defunti. In scena ci sono Riccardo Goretti, Alice Redini e Simona Senzacqua in un’ambientazione disegnata dalla stessa Calamaro, autrice anche di scenografie e costumi. Nel primo atto, i tre protagonisti affrontano un trasloco in una casa da svuotare forzosamente. Nel secondo mostrano una famiglia alle prese con la morte, dopo una protratta e sconosciuta malattia, della madre. Nel terzo atto la figlia, diventata a sua volta neo madre, ritrova il vecchio padre sulla tomba della madre morta anni prima e insieme a lui ragiona, non senza conflitti, su quell’assenza anticipata che ha marcato una rottura nelle loro vite.

Scrive la Calamaro: «È una riflessione non sulla la morte e non il problema del morire e di chi muore, che sappiamo tutti risolversi sotto la misteriosa campana del nulla, che strangola sul nascere ogni comprensione, ma sui morti, il loro modo di esistenza in noi e fuori di noi, la loro frammentata frequentazione interiore e soprattutto il rammendo laborioso del loro ricordo sempre così poco all’altezza della persona morta, così poco fedele a lei e così profondamente reinventato da chi invece vive».

Nata a Roma, Lucia Calamaro ha percorso la sua formazione culturale e teatrale tra Montevideo e Parigi, fino a tornare nella capitale dove nel 2003 ha fondato l’associazione Malebolge con cui ha dato corpo alla propria scrittura scenica. Con L’origine del mondo, ritratto di un inverno ha vinto nel 2011 tre premi UBU e l’anno successivo il Premio Enriquez per la regia e la drammaturgia. Nel 2014 ha debuttato a Roma lo spettacolo Diario del tempo, l’epopea quotidiana. La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo è la sua ultima creazione.

Teatro Ristori programma stagione 2017-2018.

 

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