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Venezia, Palazzo Ducale

Questa notizia è stata propagandata in questi giorni da tutti i giornali italiani e veneti, con titoloni ripetuti, quasi fosse uno scandalo nazionale, ma non ho ancora capito il valore di questa notizia. Hanno rubato dei gioielli molto preziosi, ma chi è stato danneggiato? E di chi erano questi gioielli?

Direi che non sembra ci siano state conseguenze sulle persone normali, di chi vive del suo lavoro: sono ben altri i problemi concreti in giro. Credo che il Maharaja disporrà di molti altri gioielli, più o meno preziosi e belli, non credo che li porti tutti i giorni, lui o sua moglie. Anzi, non si accorgerà nemmeno del furto che ha subito, e sarà rimborsato dall’assicurazione, che certamente avrà avuto cura di stipulare, e per una cifra molto alta.

E allora l’unica reazione delle persone normali dovrebbe essere quella di dire che di questo furto, che sembra così grave e importante, non ce ne importa niente. La mostra era finita, chi voleva vedere i gioielli ha potuto farlo, ha ammirato le bellezze di quest’arte particolare. Caso mai verrebbe da dire perché un Maharaja può disporre di ricchezze così ingenti, da dove gli venivano? Forse dai proventi del petrolio? Ma il petrolio, ogni petrolio, è una ricchezza del sottosuolo, non di persone singole. Ogni considerazione nel merito porta a dire che queste ricchezze sono solo un elemento di scandalo, di chi ha tante ricchezze contro chi non ne ha, e non si sa per quale ragione.

Altra cosa erano i quadri rubati da Castelvecchio, perché erano una dotazione artistica di un luogo pubblico, di un museo, proprietà storica di tutta una società, di tutte le persone che ne fanno parte. Ma per dei gioielli? Per quanto preziosi, sempre un elemento di discriminazione tra persone, quindi una proprietà che richiede solo un giudizio di condanna. Fossero gioielli di famiglia, tramandati da generazioni, come capitale di tutti gli elementi del clan … Ma così, è solo ricchezza che favorisce solo discriminazioni, liti, guerre.

O no?

Dino Poli

 
Dino Poli

L'autore: Dino Poli

Dino Poli si è diplomato al Liceo Maffei di Verona e si è laureato in Ingegneria elettronica a Padova. Ha insegnato elettronica all'IPSIA Giorgi (VR) e informatica industriale all'ITIS Marconi (VR) . E' stato dirigente scolastico all'ITIS Marconi (VR), all'PSIA Leonardo da Vinci di Noventa Vicentina, all'IPSIA Giorgi (VR) e all'ITIS Ferraris (VR). E' stato membro di Commissioni ministeriali, regionali, per MIUR e Confindustria, partecipando a vari Progetti europei. Appassionato di musica e canto, fa parte di diversi cori tra cui quello dei Musici Santa Cecilia. Grande passione per i viaggi e la montagna. dino.poli@fastwebnet.it

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