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Firma della Costituzione italiana

Si costituisce un registro antifascista a Stazzema (Lu), dove il 12 agosto 1944 perirono per mano nazista 560 persone, in gran parte anziani, donne e bambini. Qui a Stazzema «per celebrare la nostra Costituzione abbiamo pensato di ribadire il nostro antifascismo». Con queste parole il sindaco Maurizio Verona ha annunciato qualche giorno fa la proposta di una libera iscrizione al “Comune Virtuale Antifascista”, un’iscrizione che «non è un’adesione a un movimento, a un partito, a una parte contro l’altra, … non è l’adesione a un’ideologia, …  è il riconoscimento dei valori di libertà e democrazia», che Stazzema propone per onorare i 70 anni della Costituzione antifascista.

Ma attenzione non si tratta di una proposta sviluppata per favorire l’ottenimento di finanziamenti o di altre utilità: è una proposta d’impegno a rimettere al centro le vittime del periodo fascista e a sviluppare la conoscenza di «quel passato, per evitare di vederne tornare in auge simboli, ideologie e pratiche», un passato di cui gli italiani non hanno conosciuto la volgarità, la crudeltà, le leggi razziste e le altre imposizioni illiberali, un passato di cui alcuni gruppi, ignorandone o falsificandone la verità storica, si fanno vanto e ne rilanciano furbescamente atti e soprusi.

In netto contrasto con l’atteggiamento di Stazzema si moltiplicano invece episodi d’illiberalità, di violenza e di discredito democratico, che trovano facile esca in questa nostra società votata al consumo e all’esibizione ma, guarda caso, sempre più divisiva ed autoritaria nei confronti dei più fragili, dei meno abbienti e dei poveri in generale: microviolenze e autoritarismo si ripetono a Como come a Roma, e pure a Verona, mettendo alla prova la tolleranza democratica.

«Torna il fascismo» titola La Stampa  commentando l’irruzione violenta dei naziskin di Forza Nuova ad una riunione sui migranti tenuta il 28 novembre, a Como, dalla rete Como Senza Frontiere. Qui la messa in onda del filmato ha consentito alla giustizia di poter intervenire e alle forze democratiche di condannare l’episodio. Ma sempre a Como l’Amministrazione di centrodestra, guidata da Mario Landriscina, si è resa protagonista a metà dicembre di una discutibile ordinanza, emanata per tutelare il decoro del centro urbano. «Vietato distribuire le colazioni ai senza tetto» scrive sull’Avvenire Enrica Lattanzi riprendendo le proteste del Gruppo Colazioni di Como i cui volontari sono stati bloccati mentre, di mattina, portavano ai senza-tetto latte caldo e qualche conforto». A Como,«per un periodo di 45 giorni (in corrispondenza del periodo natalizio, che vede affluire in città moltissime persone), nella ZTL del centro storico e nelle vie limitrofe […], vige il divieto “di bivaccare e di mendicare (in forma statica o dinamica)”». Di certo non si elimina la povertà spostando in periferia i senzatetto o sanzionandoli, ma la vicenda comasca suscita tra i concittadini veronesi il ricordo di simili provvedimenti, voluti e fatti applicare dall’ex sindaco Flavio Tosi tra il 2007 e il 2016, con cui si vietava ai poveracci di dormire nei pressi dei luoghi storici, ai volontari di assisterli nei loro bisogni più elementari e agli incauti di dar loro un’elemosina, pena una multa salata. Ricordo che da noi si arrivò a sostituire le panchine pubbliche con altre dotate di bracciolo al centro proprio per impedire ai poveracci di potersi distendere. Chiedere l’elemosina per sopravvivere non è bello per chi la chiede più che per chi la dà, ma il gesto è profondamente umano e non risulta che sia un reato, anzi l’attenzione ai bisogni del povero è un atto di sensibilità umana oltre che un dovere per ogni cristiano. Quanto alla loro presenza in ore diurne o notturne in certi luoghi del centro storico si possono invitare e convincere i senzatetto a spostarsi in altre zone cittadine ma, alla fine, qualunque sito abbiano trovato, non possiamo impedir loro di vivere come desiderano o di cercare di sopravvivere.

In tema di legittima difesa da violenze esterne contro la persona o la proprietà privata l’intolleranza diffusa può portare le istituzioni pubbliche a manifestazioni d’interesse discutibili e perniciose, com’è accaduto recentemente in città. A Verona il 30 novembre scorso si è tenuto un convegno di studio sulla “legittima difesa”, organizzato da un gruppuscolo di estrema destra come Fortezza Europa, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Verona e un credito formativo dall’Ordine degli avvocati, malgrado si sia svolto senza prevedere alcun contraddittorio tra le note posizioni giuridiche in campo e, di fatto, sviluppando una tesi precostituita, vicina alla posizione politica della giunta Sboarina. Non male per una città come Verona, medaglia d’oro per la Resistenza al fascismo! Si badi: il tutto è avvenuto, nonostante le critiche avanzate dall’ANED, l’associazione degli ex-deportati, e di tanti cittadini di varie parti politiche e le valide osservazioni d’illustri avvocati, come quelle del giurista prof. Luciano Butti. Non ha niente da ribattere il sindaco, che ha giurato da pochi mesi sulla Costituzione, riguardo a quel patrocinio?

Non parliamo poi dell’evento-concerto degli Skinheads, svoltosi (pare) il 23 dicembre in un club privato della città, ben osteggiato da molte forze politiche, evento cui hanno partecipato gruppi musicali di estrema destra, denominato WHITE X.MAS, con riferimento evidente alle vicende fasciste della Decima MAS, ma che secondo Giordano Caracino, il presidente del Fronte Veneto Skinheads, significava soltanto Bianco Natale (White X.mas).

La musica, finché rimane tale e si manifesta civilmente, è sempre la benvenuta prima e dopo Natale, che sia suonata da un’orchestra o da rockettari skinheads, anche se ho qualche dubbio sul significato liberale e natalizio dei testi di accompagnamento: di certo non stonerà troppo nella confusione generale delle luci e dei regali che c’investono in questo periodo, con calcolata violenza per lasciarci spesso, alla fine, con un refolo di tristezza, presi da un’ostile indifferenza per chi sta peggio di noi.

Scriveva qualche giorno fa Alberto Sperotto , consigliere di Circoscrizione: «Due persone senza fissa dimora, negli ultimi dieci giorni, sono state accolte al pronto soccorso di Borgo Trento in stato di assideramento”. E proseguiva così: “Considerando che il Sindaco è il responsabile della salute dei cittadini, sarebbe un gesto di compassione togliere il divieto di dormire per strada alle persone senza fissa dimora o, almeno, concedere una moratoria per il periodo invernale». Forse, soltanto un gesto di umanità, inclusivo, non escludente a priori.

Sotto Natale e nelle feste di fine anno e di Capodanno siamo tutti più buoni, ben disposti al regalo come ci vuole soprattutto la pubblicità, ma non dobbiamo dimenticare, anche in questi giorni, le speranze e i sogni di quanti ci hanno preceduto, in abiti civili o in armi, e che per la nostra dignità e la nostra libertà hanno messo a repentaglio la loro vita, durante il fascismo e negli anni della guerra, e ci hanno lasciato in eredità una Costituzione che dobbiamo onorare, a partire dal suo essere profondamente antifascista ed inclusiva. Non è indispensabile approntare un Registro come a Stazzema, ma qualcosa si può fare anche a Verona per realizzare appieno la nostra Costituzione, che ha solo 70 anni: integrarla si può a condizione di non snaturala, perché ha ancora molte cose da dire, soprattutto ai molti, troppi, che non la conoscono. Pretendere come cittadini consapevoli il suo rispetto è nostro dovere, a partire dalla condanna di ogni intolleranza e, nei municipi, di ogni sospetta copertura. Perché antifascismo non è intolleranza.

Marcello Toffalini

 
Marcello Toffalini

L'autore: Marcello Toffalini

Marcello Toffalini è nato nel 1946 ed è cresciuto nella periferia di Verona tra scuola, parrocchia e lotte sociali. Ha partecipato ai moti universitari padovani e allo sviluppo delle Scuole popolari di Verona. Si è laureato in Fisica a Padova nel 1972 e si è sposato nel 1974 con rito non concordatario. Una vita da insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Fracastoro, sempre attratto da problematiche sociali e scientifiche. In pensione dal 2008. Nonno felice di tre nipotini. Altri interessi: canta tra i Musici di Santa Cecilia. ml.toffalini@alice.it

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