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Il 18 dicembre scorso gli uffici dell’Urbanistica del Comune di Verona hanno rilasciato ad Adige Jewels l’autorizzazione a lottizzare e il permesso a costruire sulla famigerata area esondabile del Nassar alle porte della città. Tutto questo a due giorni esatti dalla decadenza del PUA (Piano Urbanistico Attuativo), approvato dal Consiglio comunale di Verona il 20/12/2007 con validità 10 anni.

Purtroppo, lo sventurato rapporto tra il fattore politico e quello degli affari, che ha prodotto e sta ancora producendo le scelte d’uso del territorio, rimane il meccanismo con cui chi ci governa determina la pianificazione urbanistica. Meccanismo perverso che ha causato l’enorme sviluppo dell’urbanizzazione, violentando e modificando la morfologia del suolo, privandolo della sua naturale capacità di assorbimento delle acque e di trattenimento della terra.

Da sottolineare che negli ultimi 50 anni si è registrato uno sviluppo delle aree urbanizzate pari a quasi quattro volte la superficie iniziale; l’urbanizzazione ha tolto all’agricoltura e all’ambiente circa 33 ettari al giorno. Dal dopoguerra ad oggi sono stati spesi circa cinque miliardi di euro all’anno per i danni causati da eventi naturali. È stato valutato che per ogni milione di euro speso in prevenzione del rischio idrogeologico si risparmierebbero circa 5 milioni di euro per riparazione dei danni da dissesto. Tutto questo senza considerare le 3.994 vittime per frane ed alluvioni dal 1963 al 2012.

Nassar – 1993, la zona oggetto della lottizzazione completamente allagata

Nonostante la situazione di alta criticità del nostro ambiente naturale, il Piano degli Interventi della vecchia giunta comunale ha accolto il progetto P.A.Q.E. (Piano d’area del Quadrante Europa), denominato Porte della Città al Nassar di Parona, a pochi metri dall’Adige. In un’area d’intervento di 72.399 mq. è prevista una colata di cemento per costruire 11 fabbricati alti 11 metri con una superficie coperta di 6.780 mq. per la residenza e 2 fabbricati sempre di 11 metri, con una cubatura di 24.930 mc. per una superficie coperta di 3.110 mq. di direzionale e commerciale.

Così, i nostri amministratori, anziché ricavare dagli errori del passato e dalle pesanti, luttuose e costose conseguenze, la lezione per non violentare il territorio e la natura, hanno continuato a considerare il suolo una sorta di elemento da cui ricavare il massimo guadagno possibile, spesso a spese della sicurezza ambientale e della bellezza del paesaggio. A mio parere, autorizzare le costruzioni in una zona di esondazione è incosciente. Il fiume subirà un’ulteriore canalizzazione, velocizzando le sue acque, rendendole così più pericolose per le aree a valle.

Ma da dove nasce l’infausta idea di costruire a pochi metri dal fiume? Ritengo necessaria una breve cronistoria del suo percorso urbanistico: Si tratta di un residuo delle vecchie aree edificabili del precedente P.R.G. del 1975, che prevedeva una città di oltre 400.000 abitanti. Nessuna amministrazione del passato, tranne una prima stesura del Progetto Preliminare di Piano del 1993 approvato solo dalla Giunta, ha potuto o ha voluto cancellare quella vecchia ed errata scelta di edificare in una zona ambientalmente pregiata, a pochi metri dall’Adige, confinante con la campagna, dove esiste ancora uno dei rari casi di rapporto senza soluzione di continuità tra il terreno coltivato e le rive del fiume.
Per molti anni l’area rimase edificabile ma non venne presentato alcun progetto esecutivo.

Questo fino al 19 settembre 2006, quando, dalla Direzione pianificazione territoriale e Parchi della Regione Veneto venne approvata la variante 2 al P.A.Q.E., dove è inserita la lottizzazione in oggetto. L’iter per la Variante 2 al P.A.Q.E. è iniziato con l’istanza del 22 dicembre 2004 e approvato il 19 settembre 2006 dalla Giunta regionale del Veneto. Precedentemente, il 4 agosto 2005, il 22 e 29 settembre 2005, si tennero delle riunioni di concertazione alle quali hanno partecipato la Provincia di Verona, il Comune di Verona e il Consorzio Zai, che espressero «un consenso unanime per la variante in oggetto». Quindi il piano urbanistico dipende dalla Variante 2 al P.A.Q,E., approvato dalla Regione con presidente Giancarlo Galan e condiviso dall’allora giunta comunale guidata da Paolo Zanotto.

Risulta strano, come si evince dalla lettura della stessa Delibera del Consiglio Comunale, che la Conferenza dei Servizi, in data 05/11/2007, il Consiglio della 2° Circoscrizione in data 15/11/2007, la Commissione Edilizia in data 08/11/2007 e la Giunta Comunale con delibera n. 441 del 09/11/2007, abbiano approvato il piano presentato dalla ditta La Ronchesana s.r.l. ed altri, senza tenere conto dei pericoli di esondazione.

Concludo ribadendo che, nel rispetto di quanto ha stabilito recentemente la Corte Costituzionale, il paesaggio deve ritenersi «un valore primario ed assoluto», che «precede e comunque costituisce un limite agli altri interessi pubblici» (sentenza n. 367 del 2007).

Giorgio Massignan
VeronaPolis

 
Giorgio Massignan

L'autore: Giorgio Massignan

Giorgio Massignan, nato il 21 maggio 1952 a Verona. Residente a Verona, laureato in architettura e urbanistica presso lo IUAV di Venezia nel 1977. Autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Autore di quattro romanzi a tema ambientale e di un libro sui meccanismi di gestione del territorio a Verona dal 1948 ad oggi. Già presidente della sezione veronese di Italia Nostra, già segretario regionale del Consiglio regionale di Italia Nostra, attuale delegato regionale alla commissione nazionale di pianificazione di Italia Nostra. Già assessore alla pianificazione del Comune di Verona negli anni 1992-93. Già presidente dell'Ordine degli Architetti di Verona. Attuale responsabile dell'osservatorio territoriale VeronaPolis. giorgio.massignan@massignan.com

Commenti (1)

  • martino franceschi
    martino franceschi Rispondi

    Purtroppo Giorgio mi sa che sei stato troppo ottimistico nel tuo precedente articolo sull’amministrazione Sboarina.
    Questa lottizzazione è forse la piu’ assurda ed impattante dal punto di vista paesaggistico ed urbanistico..

commenti (1)

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