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Report di fine anno della Cisl sul mercato del lavoro provinciale. Nel primo semestre 2017 sono circa 95.700 le nuove assunzioni nel lavoro dipendente, il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. I risultati positivi sono trainati dal terziario e dalle ottime performance del tempo determinato. Crisi del manifatturiero, il caso Melegatti. Politiche attive, il caso Ferroli.

Da un punto di vista occupazionale a Verona la ripresa c’è e interessa soprattutto il comparto dei servizi, mentre l’industria continua a mostrare cedimenti. «Al posto del manifatturiero registriamo la nascita di importanti realtà commerciali» sottolinea Massimo Castellani, Segretario della Cisl scaligera, durante il report di fine anno per illustrare il mercato del lavoro sul territorio provinciale. L’impennata del terziario è un bel segnale, ma qualche preoccupazione la dà per come sta erodendo un modello di sviluppo sul quale la città ha prosperato per decenni. «Scelta politica o negligenza imprenditoriale?» si interroga Castellani citando il caso Melegatti, 1 milione e 500 mila panettoni venduti in 15 giorni grazie a un fondo di investimento maltese. Come a dire: fino a Malta per trovare le risorse?

I dati della ricerca, illustrati da Letizia Bertazzon (Veneto Lavoro), evidenziano che nel primo semestre del 2017 sono state circa 95.700 le nuove assunzioni nel lavoro dipendente in provincia di Verona; il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Un volume complessivo superiore a quello registrato nei primi sei mesi del biennio precedente, ma anche al di sopra del livello pre-crisi del primo semestre 2008.

Tiziano Barone, Massimo Castellani, Letizia Bertazzon, Fabrizio Creston
Tiziano Barone, Massimo Castellani, Letizia Bertazzon, Fabrizio Creston

Anche nel terzo trimestre 2017 è confermata la dinamica positiva già rilevata nei mesi precedenti: aumentano le assunzioni, con un +20% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, mentre il bilancio occupazionale di fine anno, pur ridimensionato, si mantiene positivo per circa 2000 unità.

I buoni risultati sono trainati dalle performance del tempo determinato con un +21% delle assunzioni rispetto al terzo trimestre del 2016 e un saldo positivo per circa 3.900 unità. Per quanto riguarda le altre tipologie contrattuali, continua la crescita del lavoro intermittente, con un volume delle attivazioni contrattuali più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; prosegue la flessione del lavoro parasubordinato, con 385 posizioni di lavoro in meno, e continuano ad aumentare i tirocini, che si attestano a +27%.

«La ripresa c’è – conferma Fabrizio Creston, responsabile del Dipartimento mercato lavoro Cisl Verona – ma la precarietà persiste, per cui diventano importanti alcuni provvedimenti della Legge di stabilità a favore dei giovani e alcune iniziative della Regione Veneto, Veneto lavoro e Cisl mirate all’attivazione di politiche attive». Creston porta ad esempio il caso Ferroli, «dove a 150 licenziati è stato possibile proporre altrettante alternative di lavoro attraverso percorsi di formazione e riqualificazione».

«Un’isola felice – ha definito Verona il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone – dove la crisi dal 2008 ha trovato pane per i suoi denti: per come sono organizzate le imprese, per quanto incide il fattore turismo, per la particolare collocazione geografica». Barone ha evidenziato  l’importanza delle competenze per avere più chance in un mercato del lavoro variabile e ha ricordato l’Assegno per il Lavoro che la Regione Veneto ha appena varato, un provvedimento che dà al cittadino il diritto a ricevere servizi di assistenza alla collocazione/ricollocazione al lavoro. (g.m.)

 

L'autore: Redazione2

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