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Ottimismo dell’Amministrazione Sboarina riguardo all’ancora incerto futuro dell’ex Arsenale asburgico. «Si arriverà ad una soluzione nel 2018, anno in cui verranno stanziati i primi 9 milioni di euro» dichiara l’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala.

Giornata significativa per l’incerto futuro dell’Arsenale di Verona quella di giovedì 7 dicembre. Dopo la conclusione della fase di concertazione della speciale commissione, la Gran Guardia ha aperto i propri battenti per ospitare il convegno Arsenale. Il futuro della storia patrocinato dal Comune di Verona in collaborazione con il Politecnico di Milano, nel quale sono state presentate sessanta proposte per la riqualificazione dell’area asburgica promosse da professionisti, cittadini, e associazioni.  Sul tavolo delle idee, lo screening selezionerà le 15 più meritevoli di attenzione. Da qui ne rimarranno tre e così via fino alla soluzione finale. Affossata la strada del project financing di Tosiana paternità, la nuova amministrazione dopo aver accarezzato l’idea di riproporre il vecchio progetto dell’architetto londinese Chipperfield (pure quello in project financing) ha optato per dare la parola alla cittadinanza. Il sindaco Sboarina si è d’altronde sempre professato “contrario ad ogni forma di privatizzazione” e, fedele a tale principio, si è quindi rivolto alla città per avviare la fase di concertazione.

Al convegno hanno partecipato i docenti del Politecnico di Milano Federico Bucci e Filippo Bricolo, cattedre Unesco in Pianificazione  a tutela architettonica nelle città patrimonio dell’umanità. In rappresentanza del Comune sono intervenuti il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla cultura Francesca Briani, al patrimonio Edi Maria Neri, e all’urbanistica Ilaria Segala. Presente la presidente della Commissione Arsenale Paola Bressan; in rappresentanza degli ordini professionali hanno partecipato il presidente dell’Ordine degli Architetti Giancarlo Franchini e degli Ingegneri Alessia Canteri.

Il sindaco Sboarina ha parlato di «una giornata molto bella e di grande soddisfazione nel vedere come la città si sia stretta attorno ai destini di uno dei suoi simboli». Per l’assessore alla cultura Francesca  Briani «l’Arsenale è un “central place” che deve vivere a tutte le ore». Oltre si è spinta Ilaria Segala, delega all’urbanistica, per la quale la data del 6 novembre scorso, che ha visto l’avvio  del cantiere per i primi interventi di manutenzione per i quali sono stati sborsati 400.000 euro, è «una data storica». Ha quindi dichiarato che «con la collaborazione del Politecnico di Milano si arriverà ad una soluzione nel 2018, anno in cui verranno stanziati i primi 9 milioni di euro».
Tra le molte proposte sul tavolo, quella di fare dell’Arsenale un centro di attività culturali e artistiche,  pare godere al momento di maggior credito. L’assessore Segala ostenta ottimismo e promette: «entro fine gennaio presenteremo il progetto». Vedremo. In campagna Sboarina si è speso ed esposto molto sul tema; il passaggio dalle parole ai fatti sarà la prova del nove che la città attende dalla nuova amministrazione.

Rimane da svelare un dettaglio: scartata l’opzione privatistica, resta infatti da capire dove verranno reperiti i fondi. Questo ancora nessuno lo ha detto. Al di là delle buone intenzioni, non ci pare una cosetta da poco. Presto ne sapremo di più.

Lorenzo Fabiano

 

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