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Il Padre

Al Nuovo l’opera teatrale di Florian Zeller con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere, per la regia di Piero Maccarinelli.

Terza rappresentazione nell’ambito della rassegna il Grande Teatro è Il Padre di Florian Zeller, per la regia di Piero Maccarinelli, prodotto da Goledeart Production, con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere, che andrà in scena dal 12 al 17 dicembre al Teatro Nuovo di Verona.

Scrittore e drammaturgo francese nato nel 1979 e già tradotto in molte lingue, Zeller ha vinto il Prix Interallié per il suo romanzo La fascination du pire (2004) che l’ha reso famoso e diversi premi Molière per le sue opere teatrali. Nel 2016 The Guardian l’ha definito “il più eccitante scrittore di teatro del nostro tempo”. Il padre (Le père), sua settima opera teatrale vincitrice di due premi Molière, debutta nel settembre del 2012 al Théâtre Hébertot di Parigi con protagonisti l’ottantasettenne Robert Hirsch e Isabelle Gélinas diretti da Ladislao Chollat. Il successo è grandissimo e lo spettacolo replica per due anni sulle scene francesi.

Terminate le repliche, Le père viene ripreso nel 2015 a Parigi alla Comédie des Champs-Elysées. Sempre nel 2015 l’opera viene adattata per il grande schermo da Philippe Le Guay col titolo Florida, protagonisti l’ottantacinquenne Jean Rochefort e Sandrine Kiberlain. Grande il successo di Le père anche nella versione inglese. Prima a Londra, nel 2015, al Wyndham’s Theatre e al Trycicle Theatre con protagonisti Kenneth Cranham e Claire Skinner, poi a New York, nel 2016, al Manhattan Theatre Club di Broadway, con il settantottenne Franck Langella e con Kathryn Erbe nella traduzione di Christopher Hampton, due volte vincitore del “Tony Award”. Apprezzatissima anche la versione spagnola (El padre) con l’ottantaseienne Héctor Alterio e Ana Labordeta. Con questo allestimento Le père viene proposto per la prima volta in Italia.

Tra il testo di Zeller e Maccarinelli è stato amore a prima vista. «Quando vidi Le père a Parigi – racconta il regista – rimasi sotto la neve ad aspettare che il grande Hirsch uscisse da teatro. La sua interpretazione, che coincideva con la centesima replica, era stata memorabile. E quella sera stessa avevo i diritti per l’edizione italiana. È un testo perfetto quello di Zeller. Lo spettatore non capisce subito le situazioni e così si ritrova a vivere lo stato confusionale di Andrea che confonde tempi, luoghi e persone. Per questo la scena, costituita da pannelli pareti, cambia in continuazione suscitando un certo spaesamento. Gli stessi attori, nei primi giorni di prova, si ritrovavano in percorsi dalle strane connessioni che potevano mettere in difficoltà. Haber – conclude Maccarinelli – è molto più giovane degli attori che finora hanno interpretato Andrea: una “ferocia” in più che rende ancora più tragico questo testo che Zeller ha costruito al millimetro facendolo sembrare all’inizio una commedia».

Andrea, uomo molto attivo nonostante l’età, mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare all’ Alzheimer. Anna, sua figlia, molto legata a lui, fa il possibile per il benessere del padre e perché stia lontano dai pericoli. L’avanzare della malattia la costringe a farlo andare a vivere nell’appartamento che condivide con il marito. Anna è convinta che questa sia la soluzione migliore. Ma le cose non vanno così: Andrea non è disposto a rinunciare alla propria indipendenza… Il morbo avanza e tutto a poco a poco per Andrea scompare: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita di autonomia del padre progredisce a tal punto che Anna è costretta a decidere per lui e contro la sua volontà.

Dopo la “prima” di martedì, repliche tutte le sere alle ore 20.45 fino a sabato 16 dicembre. L’ultima replica, domenica, è alle ore 16.00. Giovedì 14, alle ore 17 nel foyer del Teatro Nuovo, i sei interpreti del Padre incontrano il pubblico. L’ingresso all’incontro, organizzato in collaborazione col gruppo di ricerca Skené dell’Università di Verona, è libero. A condurre l’incontro sarà Lisanna Calvi.

 

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