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La prima domenica dedicata, dall’Amministrazione di Verona, alla mobilità sostenibile ha pesantemente penalizzato i quartieri limitrofi al centro. Una ZTL allargata potrebbe essere un primo passo per dare respiro anche a chi abita in periferia.

Ho letto con disillusa attenzione le reazioni che si susseguivano via web o nei social durante la  giornata di domenica scorsa (3 dicembre), primo giorno di Mobility Day organizzato dall’amministrazione Sboarina. Ero come rassegnato ad un esito che consideravo scontato rispetto ad un’iniziativa seppur lodevole in parte. Lo scopo annunciato dall’amministrazione era soprattutto quello di iniziare un percorso educativo dei cittadini verso una mobilità alternativa, far crescere una cultura diversa non più “autocentrica” per far fronte al problema smog generato dal traffico smisurato. Eppure il flop della mobilità è stato a dir poco evidente, al punto da richiederne urgentemente soluzioni diverse ed allargate.

Si legge nei giornali di lunedì (04 dicembre) che la giornata ha avuto 2 risvolti: uno positivo nella zona pedonale e l’altro negativo visto l’enorme traffico fuori dalle mura.  È facile immaginare l’impatto positivo per le persone che, una volta raggiunto il centro, sono contente e più rilassate. Il centro di una città bella come Verona dedicato a zona pedonale non è poco e soprattutto d’effetto. Personalmente sono favorevole ad un centro città costantemente chiuso alle auto, perché la città, fatta di persone che la respirano, assume toni ed atmosfere più vivibili. Cosa di più bello? Fin qui tutto bene, ma tutto quello che è rimasto fuori dalle mura? Tutto il resto è da buttare nel cestino e da ripensare ex novo.

L’aspetto negativo è che fuori dalle mura c’era il caos dato dal traffico smisurato, code interminabili, livelli di smog come nei giorni peggiori. Perché non si è pensato di allargare la zona pedonale anche ai quartieri? Perché questi vengono sempre dimenticati? I loro abitanti sono forse abitanti di serie B? Non hanno diritto anche loro ad una giornata dove poter respirare meno ossido di carbonio, di avere a disposizione per le famiglie le piazze centrali libere da auto per passeggiare ed incontrarsi?

Pagano sempre gli stessi, gli “sfigati” dei quartieri, che però sono un numero maggiore degli abitanti del centro. Non ci sono classi di appartenenza diverse e non si tratta solo di equità di trattamento. Si faccia uno sforzo in più e si pensi in grande stile se davvero si vuol contribuire ad una nuova cultura. Si allarghi il perimetro della zona ZTL a tutti i quartieri limitrofi.

La mobilità a Verona Sud, dove si trovavano gran parte dei parcheggi disponibili, è stata una giornata di terrore puro, peggio forse di una domenica di Vinitaly. Non poteva che essere così: scelte circoscritte hanno spesso effetti allargati con la conseguenza di una città spaccata in due, chi soffoca fuori dalle mura e chi respira ovattato e tranquillo in centro.

Cara Amministrazione, perché non hai pensato in grande? Perché ti sei dimenticata del maggior numero di abitanti che vivono fuori le mura?  Ci vogliono più coraggio e visioni più ampie nel rispetto di equi criteri.

Concludo dicendo che qualcosa almeno si è iniziato a fare, non è poco se pensiamo all’immobilismo di 10 anni della precedente amministrazione in questo campo, ma l’auspicio è che già dalla prossima giornata di Mobility Day si recepisca alcuni importanti correttivi che rispetti la vivibilità dei quartieri, bloccando gli ingressi della città agli svincoli autostradali o delle tangenziali e mettendo a disposizione navette su strade e corsie preferenziali in modo che non rimangano bloccate nel traffico. Servono i parcheggi scambiatori, vero, ma iniziamo ad utilizzare quelli liberi del Quadrante Europa intanto.

Sappiamo tutti che tutto questo non servirà a migliorare l’aria della nostra città e della Pianura Padana, ma da qualche parte dovremo pur iniziare. Cominciamo da noi stessi a modificare il nostro atteggiamento, ma il Comune ne dia la possibilità e gli strumenti. È loro compito.

Claudio Veronesi

Claudio Veronesi

L'autore: Claudio Veronesi

Claudio Veronesi vive da sempre a Verona con la sua famiglia ed è padre di due figlie. Dopo gli studi di ragioneria prosegue con il percorso universitario di economia e commercio, ma per motivi di lavoro e familiari deve interrompere gli studi dopo qualche anno. Inizia a lavorare come impiegato amministrativo ed è cresciuto professionalmente fino a ricoprire ruoli di management in una società multinazionale che opera nel settore del commercio. Da anni ricopre il ruolo di direttore finanziario-amministrativo in una importante società commerciale. Appassionato di montagna e di lettura, scrive testi per passione dall’età giovanile. Interessato ad aspetti sociali il suo impegno si concretizza in attività di volontariato e in collaborazione con Comitati territoriali al fine di contribuire a promuovere una cultura partecipativa a livello locale e cittadino. veronesi.verona@gmail.com

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