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Intervista all’agronomo Marco Magnano, nuovo responsabile AMIA della manutenzione delle aree verdi di Verona, servizio svolto in affidamento dal Comune per 3.269.702 mq di superficie e 2.834.000 euro di finanziamento per il 2017.

I parchi, i giardini, le rive dell’Adige, i boschi della collina non rispondono solo al nostro bisogno di natura, ma sono anche i luoghi che tutti riconosciamo come beni insostituibili. Il governo di questi beni è frequentemente oggetto di discussione e anche di polemica tra chi è chiamato per compito istituzionale a gestirli e il cittadino sfiduciato che vede con sospetto molti interventi di manutenzione. L’incomprensione dei rispettivi ruoli non migliora certo la situazione del verde.  L’intervista all’agronomo Marco Magnano, nuovo responsabile AMIA della manutenzione delle aree verdi di Verona, prova a chiarire alcuni punti cruciali.

Il Servizio di manutenzione del Verde AMIA conta 60 operatori fissi divisi in 18 squadre territoriali, più 5 tecnici e un dirigente. La superficie in manutenzione è di 3.269.702 mq ripartita su 1.467 aree verdi, oltre alla manutenzione di 950 km di banchine e siepi stradali della viabilità comunale. Gli alberi isolati stimati nel comune di Verona sono circa 60.000 (Censiti da AMIA circa 15.000). L’azienda esegue in economia diretta col proprio personale il 70% degli interventi su tutte le aree verdi di maggior pregio e intensità manutentiva.  L’AMIA riceve un finanziamento dal Comune di Verona per un importo complessivo di contratto, per il 2017, di 2.834.000 euro più IVA, per un compenso di euro 0,87 a mq. A ditte, cooperative sociali di “tipo B” e associazioni di volontariato sono affidati interventi di sfalcio dell’erba delle aree di minor pregio, della manutenzione degli arredi, potatura ordinaria dei viali alberati per un importo che si aggira sul 30% del totale (circa 900.000 euro).

Esiste un censimento esaustivo degli spazi verdi pubblici, suddiviso per quartieri e per funzioni? Se esiste perché non è reso pubblico in modo semplice e comprensibile?

«Il censimento esiste ed è pubblicato sul sito del Comune di Verona, attualmente è accessibile solo con una password fornita dal Comune stesso, ma a breve dovrebbe essere reso pubblico a tutti i cittadini».

A Verona la gestione del verde è affidata al Settore Giardini del Comune per la progettazione e all’AMIA per la manutenzione ordinaria. Quali sono i benefici e i problemi causati da questa divisione?

«Tra Comune e Amia esiste una collaborazione fattiva, anche se a volte non abbiamo la facoltà di intervenire direttamente per migliorare alcune situazioni come ad esempio ampliare le dimensioni dei tornelli ai piedi degli alberi che fa parte dei compiti di progettazione rimasti al Comune.  Le difficoltà maggiori comunque spesso derivano da soggetti esterni che eseguono le opere di urbanizzazione del Verde spesso in maniera approssimativa».

Quali provvedimenti sono stati presi a Verona per realizzare quanto previsto dall’art. 6 della Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” in particolare per “promuovere l’incremento degli spazi verdi urbani, di «cinture verdi» intorno alle conurbazioni per delimitare gli spazi urbani” e per realizzare “grandi aree verdi pubbliche nell’ambito della pianificazione urbanistica, con particolare riferimento alle zone a maggior densità edilizia”?

«Come ho accennato nella risposta precedente, questa è una domanda da rivolgere al Comune».

Perché molte volte non vengono applicate le “Norme per la gestione, la salvaguardia e l’incremento dei giardini e del patrimonio verde pubblico” approvate dalla Giunta Comunale nel 2007?

«L’Amia auspica e ha interesse che le Norme vengano applicare e diffuse il più possibile a tutti i soggetti interessati alle operazioni sul verde come AGSM, ENEL, Acque Veronesi, Compagnie telefoniche. Oggi tutti scavano ma nessuno rispetta le Norme sulla difesa delle alberature».

In ogni caso perché spesso non vengono osservati i suggerimenti della numerosa letteratura scientifica, ad esempio in merito ai sesti di impianto delle alberature o alle distanze delle stesse dagli edifici?

«Anche questa è una domanda da rivolgere al Comune perché come ho già detto l’Amia non ha il compito della progettazione di nuovi impianti».

Marco Magnano
Marco Magnano

Viene eseguito il monitoraggio periodico degli alberi per conoscerne la stabilità e le eventuali patologie in atto?

«Certamente, una volta l’anno viene fatta una verifica visiva di tutte le alberature in manutenzione. Quando viene riscontrato un problema si affida una perizia strumentale a dei tecnici esterni i quali attestano se l’albero può essere salvato o se è pericoloso per la pubblica incolumità e deve essere abbattuto. Faccio presente che il recente DPR n°31/2017 art 2 all. A, tra gli “interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata” inserisce anche la sostituzione di alberi, per i quali è previsto l’abbattimento senza alcuna perizia specialistica a condizione che vengano reimpiantati esemplari della stessa specie o di specie autoctone».

In caso affermativo perché non vengono pubblicate sul sito del Comune o dell’AMIA dette perizie in modo che i cittadini siano a conoscenza degli alberi dichiarati pericolosi o irrecuperabili evitando in tal modo molte polemiche relative all’abbattimento degli stessi?

«Da questo dicembre tutte le perizie sugli alberi verranno pubblicate sul sito dell’AMIA – Verde pubblico».

Nella sostituzione degli alberi abbattuti perché vengono impiegati alberi della stessa specie abbattuta anche quando spesso è evidente che è inadatta al luogo? Come ad esempio per gli ippocastani di Corso Porta Palio.

«L’Amia non decide autonomamente i reimpianti ma a è sottoposto alle direttive del Comune e della Soprintendenza».

In caso di abbattimento è corretto sostituire con la stessa specie, ad esempio un platano, anche quando l’albero eliminato soffriva di patologie fungine tali da sconsigliarne il reimpiego nel medesimo luogo infetto?

«Come ho già detto in queste decisioni dobbiamo seguire le direttive del Comune».

Molte alberature urbane soffrono per essere a dimora in spazi ristretti e contemporaneamente stanno danneggiando strade e marciapiedi con pericolo per la pubblica incolumità. Esiste un piano per il miglioramento delle condizioni ambientali delle alberature cittadine e quali sono i principali provvedimenti in atto? 

«Sono problemi di competenza del Comune e non sono a conoscenza se il Comune ha un piano in tal senso».

Nel territorio comunale viene fatto  uso di diserbanti chimici e in particolare di prodotti a base di glifosate? In caso affermativo non ritiene che contravvenga al D.M. 22 gennaio 2014, Adozione del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari il quale dice che: i trattamenti diserbanti sono vietati e sostituiti con metodi alternativi nelle zone frequentate dalla popolazione.

«L’Amia quest’anno non ha usato il glifosate. Sono stati impiegati il flazasulfuron che è un antigerminello e l’acido pelargonico che è un dissecante. Il Comune sta predisponendo un’ordinanza che regolamenterà l’uso dei diserbanti in tutto il territorio comunale comprese le aree private di pubblica fruizione. È previsto che nelle aree ad alta frequentazione come giardini parchi giochi, etc. non venga fatto uso di prodotti chimici mentre nelle aree a bassa frequentazione solo prodotti a base di estratti naturali. I prodotti chimici potranno essere usati lungo i cigli stradali e simili.  A oggi non è ancora stato definito l’uso del glifosate per il futuro».

Negli ultimi anni per pulire gli spazi verdi dalle foglie morte si fa  uso dei soffiatori motorizzati. È consapevole che questi attrezzi, oltre ad essere inquinanti e rumorosi, sollevano nell’aria polveri sottili, microorganismi, pollini, feci di cani, uccelli e topi e in sostanza contribuiscono al peggioramento della qualità dell’aria a Verona? È a conoscenza che molte città americane li hanno banditi e che anche in Italia sono apparsi articoli sui giornali che sostengono che i danni provocati di questi attrezzi siano superiori ai benefici?

«Nel Documento di Valutazione dei Rischi degli operatori Amia il problema non è stato sollevato. Sono d’accordo che in qualche situazione possano nascere dei problemi nell’uso di quest’attrezzatura, tuttavia, anche se per l’Amia sarebbe un problema sostituirla si stanno cercando delle soluzioni alternative».

È vero che l’Amia ha in programma la potatura dei ginkgo di Piazza Viviani?

«Questi imponenti alberi non necessitano di alcun intervento di potatura, in quanto vengono periodicamente sottoposti alla necessaria rimonda delle parti seccaginose. Non capisco a che pro e con quali finalità vengano diffuse queste voci».

Qual è il futuro dell’Amia nella gestione dei servizi per il Comune di Verona?

«Il 31dicembre prossimo scade la delega del Comune di affidamento dei servizi all’Amia ed è probabile una proroga. È anche in corso una gara di affidamento degli stessi servizi con il sistema del projet finacing. In caso di vittoria di un soggetto che non sia Amia tutto il personale attualmente alle dipendenze dell’Amia verrà trasferito a questo nuovo gestore».

Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero

L'autore: Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. E’ socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio” E’ socio fondatore dell’Osservatorio territoriale Verona Polis. ballestriero@gmail.com

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