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il sogno di una città

Un confronto appassionato e documentato tra la città lasciata da Tosi e una Verona possibile che riconquisti la sua identità e vivibilità rimettendo in gioco l’arte, le eccellenze, il verde, gli itinerari, l’Adige.

Mercoledì 6 dicembre 2017, alle ore 16.30, alla Società Letteraria di Verona in Piazzetta Scalette Rubiani 1, Giorgio Massignan presenta Verona, il sogno di una città, Veronapolis edizioni, 2017. Introduce e modera Ernesto Guidorizzi, docente di Teoria della Letteratura alla Ca’ Foscari Venezia. Dialoga con l’autore Alberto Ballestriero, paesaggista, dell’ Associazione Veronapolis

La prima parte della pubblicazione presenta la situazione territoriale di Verona dopo dieci anni di amministrazione Tosi per evitare che si dimenticasse il nome del responsabile della situazione sociale, culturale e urbanistica in cui si trova Verona. I danni alla salute, l’inquinamento, la cementificazione, il caos viabilistico e lo squilibrio territoriale sono stati pianificati e voluti dalle due giunte guidate dal sindaco Flavio Tosi. Per molti tutto questo rappresenta progresso e sviluppo, per l’autore, invece, si tratta solo di cattiva amministrazione e di pessima urbanistica.
Si contesta il metodo assunto dalla giunta Tosi di non pianificare oggettivamente il territorio, ma di concedere la delega agli operatori privati di programmarlo in base ai propri interessi economici., con strumenti urbanistici che hanno permesso si realizzassero alcuni interventi che stanno creando non pochi problemi all’equilibrio urbanistico di Verona, problemi che aumenteranno con la realizzazione di tutti gli insediamenti commerciali approvati.

La Verona dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità è stata considerata uno scomodo impiccio alla libertà di pianificare, o meglio, di non pianificare, preferendo affidare agli operatori privati le scelte strategiche sul futuro del territorio veronese. Scelte che obbediscono ad un solo ordine: creare profitto.

Nella seconda parte del libro, VeronaPolis vuole dimostrare che non esiste solo la Verona di Tosi, ma ne esiste anche un’altra, più vivibile e più a misura d’uomo. «Non pretendo che le nostre proposte siano perfette e tutte attuabili. Mi rendo perfettamente conto – afferma Massignan – di quanto possano essere utopiche. Ma credo che per cambiare in meglio anche solo un piccolo frammento del nostro territorio, sia necessario avere un sogno, un obiettivo, una città ideale per cui valga la pena di battersi.
VeronaPolis ha suddiviso le sue proposte in cinque sistemi: a) del Verde; b) della Mobilità; c) delle Eccellenze; d) degli Itinerari; e) del fiume Adige.

Di queste ipotesi, alcune sono fattibili fin da subito; altre lo potranno essere in futuro e se saranno trovate le risorse finanziarie necessarie; altre ancora rappresentano il simbolo di una nuova città in cui emerga la sua storia e la sua memoria. La città che si riappropria del proprio fiume significa questo. Il camminamento sull’Adige in cui finiscono, come un tempo, i vecchi vo’ di Sottoriva per riportare la gente al fiume ha questo significato. L’apertura al ramo dell’Adige che riforma il vecchio Isolo, è un simbolo alla chiusura delle automobili in una via, Interrato dell’Acqua Morta, che ora ne è congestionata. Tutto questo significa riportare un elemento vivo e vitale come l’acqua in una zona che ora è ricca solo di automobili e gas di scarico. Forse si tratta solo di poesia, ma mi piace pensare che certe immagini liriche possano un giorno realizzarsi».

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
La presentazione sarà trasmessa in diretta audio streaming.

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