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APS – Matteo Agostini, Davide Peccantini e Chiara Reggio

Da un’idea di Davide Peccantini nasce “APS – Quartiere Attivo”, un progetto che porta gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado a conoscere il luogo dove vivono.

Davide Peccantini, veronese poco più che trentenne, con una laurea in Giurisprudenza ed una in Storia, è il  fondatore di “APS – quartiere attivo”, associazione di promozione sociale, il cui progetto consiste nell’andare nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e raccontare ai bambini e ai ragazzi la storia del loro quartiere, con diverse attività formative e di educazione civica.

Il tutto ha inizio nel 2008, quando Davide fonda la pagina Facebook su Borgo Milano, in cui si raccolgono notizie, foto, testimonianze e tutto ciò che riguarda il quartiere. Dopo un’esperienza a Berlino, nel 2014 decide di organizzare un progetto didattico per Verona e fondare “APS – quartiere attivo”.

Il progetto per ogni classe dura 6 ore e consiste in 3 lezioni: la prima in classe, in cui viene raccontata la storia del quartiere, la seconda con visite organizzate ai monumenti ed ai luoghi storici, la terza, se richiesta, svolta in inglese (inserita nell’ambito del progetto CLIL, che prevede l’obbligo di spiegazione di una materia in lingua inglese) da Elena Cristoni, o in alternativa a quest’ultima opzione, attività diverse come l’orienteering.

«Le lezioni sono diverse per ogni classe, comunque nella parte anglofona del progetto creiamo un parallelo con una città straniera, ad esempio Londra, e insieme ai ragazzi cerchiamo le caratteristiche che questa ha in comune con Verona, come ponti, monumenti…», spiega Elena. «Integriamo le spiegazioni con giochi, attività e l’uso della lavagna LIM. Questa parte del progetto serve ai bambini non solo a imparare parole nuove ma soprattutto a educarli alla globalità, facendo capire che non sono semplicemente cittadini di Verona, bensì del mondo, e insegnare loro il valore della multiculturalità».

APS – In primo piano: Daniele Agostini, Matteo Agostini e Andrea La Luce. In secondo piano: Fabio Agostini, Elena Cristoni, Chiara Reggio, Davide Peccantini

Elena racconta che le situazioni spesso sono complicate, in quanto molte maestre sono ancora restie alle lezioni in lingua inglese, ma soprattutto molti bambini non hanno coscienza di dove si trovino. «Mi è capitato che in una classe di Bassona i ragazzi non avessero idea di dove fosse Ponte Pietra e collegassero il centro della città solamente all’Adigeo». L’educazione sociale del progetto APS si rivela importante anche nell’integrazione delle famiglie straniere, che molte volte si trovano tagliate fuori dalla realtà in cui vivono. «I bambini tornano a casa e condividono l’esperienza con i genitori, portandoli anche a rivedere i luoghi di cui si è parlato».

“APS – Quartiere Attivo” conta 2700 studenti che a fine anno scolastico saranno quasi 4500, con continuo feedback positivo da parte di maestre e studenti. «Il progetto dà molta soddisfazione», dice Elena. «E’ importante educare fin da piccoli all’apertura mentale. L’elemento culturale è fondamentale, una volta che si ha cognizione di dove si è, si ha cognizione anche di chi si è».

Insieme a questo progetto, Davide ha all’attivo un’altra pagina Facebook “Storia dei quartieri veronesi”, in cui viene proposta la stessa idea di APS, ma per un target adulto.

Il quartiere che sta più a cuore a Davide è proprio il suo, Borgo Milano, che spiega avere una storia molto interessante, ma sconosciuta ai più. «Siamo pieni di supermercati nella zona, nonostante questo è già in opera la costruzione di nuovi, mentre ci sono pochi spazi di aggregazione, poche cose da fare, soprattutto per i giovani», si lamenta Davide. «Molti spazi sono abbandonati e potrebbero essere riqualificati per la creazione di centri multiculturali», mentre invece si vedono cantieri per ipermercati, altri palazzoni, uffici, e con la crisi anche molti negozi attività chiuse e in disuso da svariato tempo.

Carolina Londrillo

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