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Ai vertici della aziende comunali occorrono persone competenti che prendano un impegno pubblico verso la città, non un impegno privato verso la maggioranza o il suo capo.

Lunedì 27 novembre alle  17,30 all’Educandato Statale “Agli Angeli”, in Via Cesare Battisti 8 a Verona il gruppo di professionisti, firmatari della lettera aperta inviata al Sindaco di Verona ed all’assessore alla Trasparenza nel mese di luglio 2017, organizzano il dibattito “Chi vogliamo nelle partecipate?”. Nel dibattito moderato da Marzio Breda, giornalista del Corriere della Sera, porteranno la loro esperienza Ada Lucia De Cesaris, già vicesindaco del Comune di Milano e Giovanni Maccagnani, ex assessore del Comune di Verona.

Dopo ogni elezione comunale, i posti direttivi di gran parte degli enti e delle società partecipate vengono rinnovati. Nella maggior parte dei casi, la politica predilige effettuare queste nomine sulla base di soli criteri di fedeltà politica alla maggioranza, prescindendo completamente da una valutazione oggettiva e comparata delle capacità dei candidati. Un buon regolamento comunale sulle nomine renderebbe meno semplice per la politica prescindere completamente dalle competenze. In altre città italiane, come Milano, Torino e Firenze, i regolamenti vigenti sono migliori di quello veronese.

Trasparenza e responsabilità sono le parole chiave. Ed anche efficienza. Quello dei promotori di questo evento è quindi un messaggio positivo. Perché Sindaco e Giunta hanno il diritto di avere negli Enti e nelle Partecipate interlocutori che abbiano un proprio “progetto politico” che non sia diverso o contrastante con quello della maggioranza. Essi hanno tuttavia il dovere, nell’interesse della città, di nominare persone competenti. Persone che siano in grado, per esperienze e conoscenze, di rappresentare adeguatamente le aziende veronesi in Italia anche in contesti internazionali. Persone che abbiano preso un impegno pubblico verso la città, non un impegno privato verso la maggioranza o il suo capo. Soggetti, in una parola, ‘solidi’, che non si considerino esecutori ma interlocutori rispetto alla maggioranza politica e alle persone che la rappresentano.

Programma del convegno

Lettera aperta

 

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