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Per il Veneto appuntamento a Padova. A Verona, dal 2012 al 2016, persi oltre 1600 i posti di lavoro. Diminuito anche il numero delle imprese del settore che sono calate del -8,9%.

Per il lavoro, per il contratto, la salute, le pensioni. Sono questi i temi che saranno al centro dello sciopero nazionale dell’intero comparto dell’edilizia proclamato dalle segreterie di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil il 18 dicembre. Per la regione Veneto, la manifestazione si terrà a Padova.

Secondo i dati di Cassa Edile Verona la crisi economica ha inciso pesantemente nel settore facendo perdere dal 2012 al 2016 oltre 1600 posti di lavoro; oggi i lavoratori del comparto nella provincia veronese sono 8178 mentre nel 2012 erano 9803. Il 61% ha tra i 30 e 50 anni, il 20% ha dai 51 ai 60% e il 15% fino a 30 anni mentre il 4% ha oltre 60 anni. Di tutti gli operai, 4579 (55,9%) sono italiani, 1526 sono stranieri europei, 2073 provengono da stati extra Europa.

Diminuisce anche il numero delle imprese del settore delle costruzioni che sono calate dal 2012 al 2016 del -8,9%. Quelle individuali hanno subito la contrazione maggiore -13,9%. Nel 2016 le imprese edili erano 14.485, -1,3% rispetto al 2015. Il segno negativo si registra anche nei primi sei mesi del 2017 in cui le imprese di costruzioni sono diminuite di oltre un centinaio rispetto al 2016 (Elaborazione Servizio Studi e Ricerca Camera di Commercio di Verona su dati InfoCamere).

Le richieste delle sigle sindacali riguardano: 1. Aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del Paese. 2. Difesa e riforma delle Casse Edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati, ecc.), contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping. 3. Più sicurezza sui posti di lavoro, contro gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più. 4. Creazione di un Fondo Sanitario Integrativo Nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione. 5. Potenziamento del Fondo integrativo per il Pensionamento anticipato; perché è giusto dare la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani.

L'autore: Redazione2

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