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La lettera firmata che riceviamo e pubblichiamo denuncia una situazione di spreco alimentare, uno dei grandi paradossi del nostro tempo. Un problema davvero difficile da digerire e che non coinvolge solo la grande distribuzione, ma con un effetto domino investe la vendita  al dettaglio e i ristoranti fino ad arrivare al frigorifero di casa. E non è solo una questione di cibo. Infatti, per arrivare sulle nostre tavole, gli alimenti di cui ci nutriamo ogni giorno, hanno visto l’investimento di numerose risorse naturali con un altrettanto importante impatto ambientale. Nel nostro paese, nonostante la Legge 19 agosto 2016, n. 166 per la limitazione degli sprechi,  nel giro di un anno, si distrugge tanto cibo quanto serve al fabbisogno alimentare di tre quarti della popolazione italiana.
Non si tratta dunque di un singolo caso, o di una questione meramente italiana, il problema è su scala mondiale.
Per non restarne schiacciati è necessario pensare globalmente e agire localmente.

«Scrivo per denunciare un fatto quotidiano, purtroppo. So per certo che all’Eurospin di San Martino B/A tutte le sere buttano alimenti ancora commestibili, che potrebbero essere utili alle varie associazioni di volontariato o alla Caritas. Uno spreco alimentare ingiusto, con tutta la gente che non ha i soldi per mangiare, basterebbe venderli a prezzo scontato e non buttarli. Probabilmente anche gli altri punti vendita di questa catena agiscono così, e se qualche dipendente raccoglie le cose buttate, o le deve pagare a prezzo pieno o viene penalizzato. Non penso che autorizzino nemmeno le varie organizzazioni a prelevare quanto buttano via. Ringrazio per aver ascoltato il mio sfogo».

Lettera firmata

 

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