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Unione Europea

UE: di paradosso in paradosso, da quello dell’euro a quello di una Forza Armata europea.  Stati senza moneta, moneta senza Stato, Stati senza forze armate, esercito senza Stato.

Ha ripreso slancio il progetto di costruzione di una Forza Armata europea.  Il 13 novembre scorso è stata firmata un’intesa fra 23 Stati europei per potenziare la difesa, che va sotto il nome di Pesco (Cooperazione Strutturata Permanente). Non è ancora l’esercito europeo, ma la strada è segnata e vale la pena porsi qualche domanda.

Se gli Stati europei possiedono ciascuno un proprio sistema di difesa ed insieme sono alleati degli USA con il trattato NATO, con operazioni di addestramento militare coordinate e manovre congiunte, a cosa serve una forza armata sovranazionale europea?

Già in Europa abbiamo realizzato con l’euro una situazione paradossale: Stati senza moneta e una moneta senza Stato, dovremo avere anche degli Stati senza forze armate e un esercito senza Stato?

In Europa gli Stati nazionali hanno ceduto la sovranità della moneta ed il controllo delle politiche economiche al Consiglio d’Europa ed alla Banca Centrale Europea, organismi sovranazionali non eletti.  Le decisioni fondamentali che riguardano economia, banche e finanza, nella UE sono state sottratte al controllo democratico tramite elezioni.  Avverrà così anche per le Forze Armate europee?  Oggi le missioni italiane all’estero devono essere approvate dal Parlamento, domani non sarà più così. A quali rischi andremo incontro?

Diceva Georges Clemenceau politico francese di inizio ‘900: «La guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai militari», ebbene questa UE intende costruire un esercito potente in assenza di una politica estera unitaria ed essendo irrilevante nel mondo come peso politico. Ma una politica debole e disomogenea assieme a poteri militari forti, non può non ricordare involuzioni antidemocratiche e golpiste di tipo sudamericano, piuttosto che usi impropri della forza militare.

E da chi deve difendersi l’Europa per dotarsi di un proprio esercito autonomo?  Dopo il crollo del muro di Berlino e del Patto di Varsavia l’Unione Sovietica non esiste più e gli stati satelliti sono passati armi e bagagli nell’area occidentale. La Russia militarmente è una frazione piccola di ciò che sono gli USA e la NATO, ma soprattutto la Russia non ha certo ambizioni espansionistiche in Europa.

Ed allora a cosa serve un esercito europeo? Forse a sostenere politiche espansionistiche e di accaparramento delle risorse petrolifere e minerarie in Medio Oriente ed in Africa, in collaborazione o in concorrenza con gli USA.  Ma non ne abbiamo abbastanza di interventi militari, destabilizzazioni e guerre civili come quelle in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia ecc.?

Il progetto di costruzione di un esercito europeo distinto dalla NATO, come ben evidenziato in un articolo pubblicato da Internazionale.it, ha avuto una forte accelerazione dopo la Brexit essendo il Regno Unito un Paese molto legato agli USA oltreché dotato di testate nucleari, e dopo l’elezione di Donald Trump a causa delle sue incredibili affermazioni riguardo l’alleanza atlantica, che avrebbero convinto la Cancelliera Merkel della fine della tradizionale affidabilità americana.

In realtà c’è una evidente guerra commerciale in atto fra USA e Germania legata al valore del cambio dollaro/euro e all’asimmetria delle bilance commerciali: l’eccessivo surplus delle esportazioni tedesche agevolate da un euro troppo competitivo contro il pesante disavanzo commerciale americano.

Ma chi sta spingendo per l’esercito europeo e chi ne avrà il comando? Non c’è dubbio, il nuovo asse franco-tedesco, con la Francia da una parte, debole economicamente ma con una struttura militare potente e dotata anche di missili a testata nucleare, e dall’altra la Germania al contrario economicamente egemone in Europa ma con un esercito al momento  non ancora ben strutturato.  Peraltro come riportato da Foreign Policy in un articolo tradotto da Voci dall’estero  la Germania sta nel frattempo potenziando le proprie forze armate anche attraverso l’integrazione nella Bundeswehr di brigate olandesi, della Romania e della Repubblica Ceca.

La UE ambisce a primeggiare nel mondo in campo economico con l’euro, e militarmente con un proprio esercito, rischiando però di ritrovarsi con due gambe potenti ma senza una testa “lucida”, cioè senza una politica condivisa ed una organizzazione democratica ed elettiva delle sue istituzioni.

Tenuto conto  che fra i Paesi della UE le divergenze stanno aumentando sia in campo economico che politico, che l’euro si sta rivelando un progetto fragile e divisivo, e che viviamo tempi in cui una guerra nucleare può distruggere la vita sul pianeta, la costruzione di un esercito europeo  (a trazione franco-tedesca) non sembra una buona idea. Meglio fermarsi e riflettere.

Claudio Toffalini

 
Claudio Toffalini

L'autore: Claudio Toffalini

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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