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a Disabilandia si tromba

Convinta che ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, Marina Cuollo strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna cinica ed esilarante tabù e preconcetti.

A Disabilandia si tromba (Sperling & Kupfer 2017) è il primo libro di Marina Cuollo che sarà presentato venerdì 24 novembre alle 18 alla libreria Libre! di Verona (via Scrimiari 51B) insieme a Silvia Migliaccio di desiderAbili,.

La presentazione che fa di sé l’autrice fa già capire che incontrarla sarà un’esperienza molto particolare e stimolante: «Sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po’ incazzata con il mondo per dire la sua. Ma in fondo sono come una crème brûlée: quando rompi la crosta, sotto c’è il morbido. Ho trentasei anni, e quando sono nata nessuno ci avrebbe scommesso mille lire che ci sarei arrivata. Sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la Melnick Needles, che non è una marca di siringhe ma un’osteodisplasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. Uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. Capirai, dunque, che quando mi presento a qualcuno il taglio di capelli non è la prima cosa che si nota…».

Dottoressa di ricerca in processi biologici e biomolecole, la Cuollo è attualmente grafica pubblicitaria ed attivista contro le discriminazioni e i pregiudizi legati al mondo della disabilità fisica.

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