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La CISL di Verona, l’Università e Fondazione Cattolica presentano l’avvio della ricerca “Che male c’è?” i cui risultati saranno pubblicati durante l’estate 2018.

Together be happy at work è la campagna CISL per il contrasto delle molestie e violenze nei luoghi di lavoro che a Verona ha dato il via al progetto “Che male c’è?” organizzato in collaborazione con l’Università e Fondazione Cattolica. L’iniziativa è stata presentata la vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’ONU nel 1999 e che si celebra il 25 novembre.

«Per delineare il fenomeno nella nostra provincia – spiega Paola Zamboni, responsabile del Coordinamento donne CISL Verona – ci siamo rivolte ai professori Giorgio Gosetti e Marco Carradore del Dipartimento Scienze umane dell’Ateneo Scaligero che hanno dato il via a una prima indagine attraverso la formazione di focus groups».

Fanno parte dei focus groups 50 persone, perlopiù delegate e delegati sindacali, che stanno fornendo all’Università gli elementi per un’indagine più estesa. «L’ideale – dichiara Gosetti – sarebbe arrivare a un campione di un migliaio di persone, coinvolgendo almeno una decina di aziende dei vari settori produttivi».

Luisa Perin, Paola Zamboni, Giulia Codonesu, Giorgio Gosetti
Luisa Perin, Paola Zamboni, Giulia Codonesu, Giorgio Gosetti

Il progetto nasce dall’Accordo quadro CGIL, CISL, UIL e Confindustria firmato a Roma nel gennaio 2016, quindi 2 anni fa. I dati della ricerca avviata a Verona saranno disponibili durante l’estate 2018. «Non sempre è chiaro cosa sia molestia e cosa no – spiega Luisa Perin della CISL –. Definire i contorni del fenomeno, anche per rendere le persone più consapevoli, richiede tempo».

I dati prodotti dal questionario distribuito nei focus groups sono irrilevanti ai fini statistici, ma è evidente che le domande poste spingono verso una maggiore consapevolezza. E infatti Giulia Codonesu di Fondazione Cattolica sottolinea che quella attivata a Verona «è una ricerca che produce cambiamento».

Rispetto al passato è mutato anche il contesto dove avvengono le molestie. Gosetti spiega che «oltre alla violenza verticale oggi esiste anche quella orizzontale, tra colleghi di pari grado». Sotto accusa sono non solo gli individui, gli uomini e le donne, ma anche il sistema organizzativo del lavoro.

L’indagine ISTAT “Le molestie sessuali – anni 2008/2009” rivela che in Italia circa la metà delle donne tra i 14 e i 65 anni (10 milioni e 485 mila, il 51,8%) hanno subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie in senso lato. «Misurare il fenomeno attraverso la scienza serve per renderlo evidente nella sua valenza oggettiva – dichiara il Segretario della CISL di Verona Massimo Castellani – e la ricerca “Che male c’è?” è un primo importante passo per sconfiggerlo». (g.m).

Nella foto in alto: Luisa Perin e Paola Zamboni

L'autore: Redazione2

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