BannerAmazonVeronain615x60

Belgica
Le Falìe tornano in scena a raccontare Velo Veronese con una storia di memoria, di dolore e speranza.«Nella nostra valigia di cartone c’erano solo pochi vestiti, tanta incertezza, ma anche tanta, tanta speranza.» Questo è il ricordo lasciato da un emigrato di Velo Veronese in un biglietto scritto prima della sua partenza per il Belgio il 19 novembre 1946. Che il governo li avesse «venduti per un sacco di carbone», come si sarebbe detto anni dopo, o che quella fosse l’unica speranza possibile nell’Italia del primissimo Dopoguerra, gli italiani partivano per “la Belgìca”.
Lassù li accoglievano il grigiore di Charleroi, le baracche di lamiera servite per i prigionieri della Seconda Guerra Mondiale, l’asfissiante, polverosa e maleodorante aria dei pozzi delle miniere di carbone dove gli uomini lavoravano, trattati come schiavi. L’osteria dell’Antonia, anche lei emigrata da Velo Veronese, diventò così il luogo dove ritrovare i sapori e la lingua di casa. In un’andata e ritorno d’amore, partivano le mogli per rimanere per sempre a vivere lassù, e ritornavano i mariti ammalati per morire di silicosi in Italia. Poi venne il disastro dell’8 agosto 1956, con 262 cadaveri nel pozzo del Bois du Cazier a Marcinelle.

Belgìca d’amore, di Alessandro Anderloni.
Al Teatro Orlandi di Velo Veronese sabato 18 novembre 2017, ore 21.00, e domenica 19 novembre 2017, ore 17.00.

Testo e regia di Alessandro Anderloni.
Con: Mario Biasioli, Nina Caltagirone, Giulia Corradi, Gabriella Dalla Brea, Tecla Dal Forno, Vito Massalongo, Nicola Menegazzi, Nella Pozzerle, Beniamino Ramponi, Giuditta Roncari, Luisa Sartori, Carolina Tezza, Luca Todesco, Elisabetta Villa, Desirèe Vincenzi, Michele Zampieri

 

commenti (0)

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>