BannerAmazonVeronain615x60

Se guidi non usi il cellulare, o lo usi secondo quanto consentito dalla legge, che tutela la sicurezza di automobilisti e pedoni. Sembra ovvio, ma i dati raccolti dalla Prefettura di Verona dimostrano che proprio così ovvio non è.

Il Codice della strada all’art. 173 al secondo comma sancisce che “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purché il conducente abbia adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie, che non richiedano per il loro funzionamento l’uso delle mani”.

Nella riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica di giovedì scorso (9 novembre), il prefetto Salvatore Mulas, presenti i vertici della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco, della Polizia provinciale e della Polizia municipale di Verona, ha ribadito l’obbligo che tutti guidatori rispettino le norme sulla circolazione stradale, ha chiesto alle forze dell’ordine una maggiore attenzione sull’osservanza delle regole che maggiormente comportano incidenti. Tra questi, sempre più frequenti sono quelli causati da colpi di sonno, dall’eccessiva stanchezza, da improvvisi malori ma, soprattutto, dalla distrazione determinata da un uso poco intelligente di cellulari e di smartphone non solo da parte di automobilisti, ma pure di ciclisti.

I dati raccolti dalla Prefettura scaligera lo dimostrano: dal 1° agosto 2016 al 31 ottobre 2017 sono state, in tutta la provincia, 3.206 le infrazioni contestate dalle forze dell’ordine ai sensi dell’art. 173, comma 2, del codice della strada, che vieta al conducente di far uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida. È opportuno rammentare che tale violazione comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 161,00 a euro 646,00 (vale anche per i conducenti di biciclette) con decurtazione dalla patente di guida (non per i conducenti di bicicletta) di 5 punti, che raddoppiano per i neopatentati. Se la stessa persona compie una seconda violazione nel corso del biennio, si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi.

Il prefetto ha pertanto disposto l’intensificazione dei servizi mirati a prevenire e contrastare il fenomeno dell’uso di telefonini e di smartphone alla guida.

Antonio Mazzei

Antonio Mazzei

L'autore: Antonio Mazzei

Antonio Mazzei è nato a Taranto il 27 marzo 1961. Laureato in Storia e in Scienze Politiche, giornalista pubblicista è autore di numerose pubblicazioni sul tema della sicurezza. antonio.mazzei@interno.it

commenti (0)

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>