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ATER veneto e veronese e AGEC comunale in evidenti e gravi difficoltà nel gestire un enorme patrimonio immobiliare, fatto di storie generose, di grandi sacrifici diretti dei lavoratori attraverso la contribuzione ex GESCAL e con il lavoro di tante persone di buona volontà.

Ora anche il “Commissario” dell’ATER di Verona Enrico Corsi, riconosce l’esistenza delle enormi difficoltà che incontra nel gestire la Azienda di cui è stato nominato Commissario, dal Presidente del Veneto Luca Zaia. Sul quotidiano l’Arena di venerdì 10 novembre u.s. denuncia, in una intervista, che oltre 500 case (forse si riferiva agli alloggi) restano sfitte, perché sono da ristrutturare e, come tali non possono essere assegnate. In realtà gli alloggi vuoti, completamente sfitti in gestione e di proprietà dell’ATER di Verona (compreso quelli esistenti negli altri 97 comuni della nostra provincia), sarebbero ben 613, come risulta dalla risposta del 27 luglio 2016, dell’Assessore Regionale alle politiche della Casa, Manuela Lazzarin, alla interrogazione presentata il 27 aprile 2016 dalla consigliera regionale Orietta Salemi. A questi 613 alloggi vuoti dell’ ATER devono inoltre essere aggiunti ulteriori 180 unità abitative non locate, di proprietà dell’AGEC di Verona, come ha specificato con una sua nota del 29 giugno 2016 l’ex presidente della Azienda,  l’avvocato Massimo Galli Righi. Quindi, 613 alloggi vuoti dell’ATER più 180 alloggi vuoti dell’AGEC fanno risultare una situazione di ben 793 alloggi non locati, perché privi dei requisiti indispensabili per essere assegnati e consegnati alle di famiglie (ma anche di singole persone) che ogni anno ne fanno richiesta.

Per sottolineare la gravità della situazione abitativa a Verona, che considero al limite di un’emergenza senza precedenti, credo possano bastare i dati forniti dall’ufficio centrale di statistica del Ministero degli Interni, relativi ai provvedimenti esecutivi di sfratto pronunciati dai vari tribunali, nel periodo compreso dal gennaio al dicembre 2016. Essi sono stati così specificati ed evidenziati:
A) sfratti in Italia      numero   61.718
B) sfratti in Veneto   numero    3.842
C) sfratti a Verona   numero       985

A questi provvedimenti di sfratto convalidati nel corso del 2016, occorre aggiungere le richieste di esecuzione riferite agli sfratti emessi prima del 2016, che per la provincia di Verona risultano essere state ben 1.214.
A completamento dei dati e delle ragioni relativi agli sfratti richiesti dai locatori, si può affermare senza ombra di dubbio che le percentuali degli stessi, mediamente, risultano come segue:
1) sfratto per necessità del locatore    4,13%
2) sfratto per finita locazione               7,04%
3)sfratto per morosità                        88,83%

Questi dati evidenziano una situazione di estrema gravità, rappresentata dalla crescente povertà delle famiglie e di singole persone, che confermano la notevole percentuale delle morosità (88,83%), che da tempo interessano persino persone e nuclei familiari che godono di alloggi di edilizia economica e popolare. E questo non tanto per il costo dei canoni ma per l’elevato costo degli oneri e delle spese condominiali.

A Verona molte scelte decise da ATER ed AGEC, nel recente passato, hanno determinato situazioni di evidenti difficoltà finanziarie e gestionali, sino ad impedire le necessarie manutenzioni correnti delle due aziende. Per l’ATER le scelte hanno riguardato politiche ed iniziative che, personalmente, ritengo siano state quanto meno imprudenti e per niente trasparenti, come l’acquisto di corte Treves a San Pietro in Valle, l’acquisto di un’area a Sega di Cavaion, l’acquisto dell’area e dei fabbricati fatiscenti di Alto San Nazzaro, ecc. Ciò ha impegnato da anni diversi milioni di euro senza alcun risultato, sottraendo in tal modo le disponibilità finanziarie per poter svolgere le necessarie manutenzioni sugli immobili. Relativamente all’AGEC richiamo talune scelte imposte alla Azienda dall’ex sindaco Tosi, come la gestione delle 13 farmacie e della refezione scolastica e, successivamente obbligando l’Azienda ad  acquistare dal Comune le 13 licenze delle farmacie. E questa imposizione dell’ex sindaco Tosi aveva obbligato l’AGEC a contrarre un mutuo che ha prodotto, negli ultimi 5 esercizi, costi ed oneri che a loro volta hanno fatto registrare perdite per oltre 35 milioni di euro.

A Verona ATER ed AGEC gestiscono circa 8.684 unità locative, delle quali, come prima ricordato, circa 793 sono allo stato attuale  sfitte, non locate.
Sorvolando sulla eseguita dei canoni che per la maggioranza degli alloggi popolari vengono richiesti, da tempo si è registra  anche fra gli inquilini delle case popolari un livello sempre più crescente e preoccupante di morosità.
La nuova e recentissima legge regionale N.39 del 3 novembre 2017, che regola i rapporti locativi futuri, ha introdotto alcune modifiche rispetto alla legge precedente (la N. 10/96), per le quali la regione dovrà definire delle norme attuative.
Questa nuova legge, però, ha già prodotto un dato preoccupante: la revoca della  presentazione delle domande, per la formazione delle graduatorie, per il  bando dell’anno corrente 2017. Inoltre, nulla è stato ancora deciso dalla Regione Veneto, dai Comuni, dall’ATER regionale e quindi quella territoriale ed infine dall’AGEC di Verona, in quali direzioni procedere. Ma, l’aspetto che più deve preoccupare gli amministratori ai  vari livelli, a partire da quello regionale, è quello relativo al reperimento delle risorse per ripianare le perdite e i disavanzi dei bilanci delle ATER territoriali, come e quando saranno superate le gestioni commissariali delle ATER,  quando e come saranno determinati i piani di vendita degli alloggi per realizzare, attraverso questo strumento, le risorse economiche necessarie per riprendere a costruire nuove case popolari.
Per queste ragioni sono convinto della necessità che tutte le forze in campo: politiche (di maggioranza opposizione), sindacali, sociali, dovranno condividere assieme l’impegno per concorrere a far superare queste difficoltà nella gestione di un problema che ritengo prioritario:  garantire a tutte le persone e le loro famiglie un tetto sopra la propria testa.

Giuseppe Braga

Giuseppe Braga

L'autore: Giuseppe Braga

Giuseppe Braga è nato a Verona il 12 giugno del 1943. Ha lavorato alle Officine e Fonderie Leopoldo Biasi di Verona. E’ stato dirigente e membro della segreteria FIMCISL di Verona; dirigente e Segretario generale Federchimici CISL di Verona; Segretario generale SICET CISL di Verona e Responsabile organizzativo Confederazione; consigliere di terza Circoscrizione in Borgo Milano. Durante l’attività sindacale ha ricoperto varie cariche. giuseppe.braga@gmail.com

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