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Si inaugura oggi la mostra fotografica di Stefano Schirato “One Way Only. Senza voltarci indietro” a cura di Photo Op Milano, presso la Galleria di Palazzo Scaligero, Via Santa Maria Antica, 1 Verona.

Se nel viaggio non si è al volante del mezzo, si ha la fortuna di poter guardare fuori dal finestrino, scoprire paesaggi di dentro che prendono la forma di alberi, colline, case, mare, rondini.
Quegli “stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri”, che d’autunno migrano in una luce che non è mai completamente a colori, ma segue le sfumature del grigio, al mattino o verso sera.
Dai finestrini, quei paesaggi diventano immagini con cornici, limiti che segnano un infinito mondo che si può solo percepire, intuire. Un viaggio, una partenza è spesso “lasciare” qualcosa o qualcuno che si è amato, e tanto si è amato quanto non ci si può voltare indietro perché si perderebbe quello sprazzo di coraggio che muove il corpo verso una domanda, uguale per tutti, come posso affrontare il vuoto che ho davanti?

Ecco, le fotografie di Stefano Schirato in mostra alla Galleria dei Palazzi Scaligeri, sono quel viaggio, qualsiasi viaggio, di chiunque lasci terra o persona che sia, lo stesso stato d’animo. Attraversare la mostra accompagnati dalle fotografie in bianco e nero è ripercorrere un nostro viaggio interiore che ci ha portato ad un cambiamento di stato, di condizione, i pensieri che hanno preso il volo, spesso grigi, accompagnati dall’ansia, quel senso di perdita, di fallimento che l’essere umano a volte deve affrontare, mettersi in gioco, spogliarsi, abbandonare se stessi. Comunque bellezza.

Questo lo stato d’animo, in purezza, con il quale affrontare la mostra, immedesimarsi in un viaggio di altri che è anche il nostro ogni volta che lasciamo, augurandoci di risentire il calore dell’estate.
E domani sarà uno squarcio d’estate tra le nubi grigie, lo stesso strappo che un nobile cavaliere, tal Martino, fece condividendo il proprio mantello con un povero incontrato durante il suo viaggio, provando il medesimo stato d’animo.

«Ho scelto di partire – ci spiega Stefano Schirato – perché ho sentito, nel profondo, la necessità di assistere con i miei occhi alla migrazione epocale che stava avvenendo così vicino a noi, esserne parte e raccontarla come mi riesce spontaneo fare, con la mia macchina fotografica», così, quest’ultima diventa in mostra il nostro finestrino. «Ho iniziato questo progetto – continua Schirato – nel 2015 per descrivere il viaggio di quanti sono stati costretti ad abbandonare il loro paese, in fuga da guerre, persecuzioni e discriminazioni. Un numero incredibile di rifugiati, migrano lasciando la Siria, l’Iraq e l’Afghanistan», quegli stormi di uccelli neri com’esuli pensieri che diventano giovani, anziani, bambini, intere famiglie, si mettono in viaggio per arrivare nel nord Europa, lasciano, le loro case, terre, amori e «Proseguono il viaggio su gommoni stipati di persone verso l’isola di Lesbo, in Grecia, a soli 6 kilometri dalla costa turca. Non tutti sopravvivono». Non si sopravvive all’assenza di amore, la parola stessa indica “senza fine, senza morte”, lasciare è a volte morire, a volte dentro, a volte muore anche il corpo, o si trasforma in paesaggio, in una fotografia in bianco e nero.

Daniela Cavallo

La mostra è visitabile dall’11 novembre 2017 all’8 gennaio 2018 da lunedì a venerdì dalle 10 alle 17.
Info: www.photoop.it.

Daniela Cavallo

L'autore: Daniela Cavallo

Daniela Cavallo è libera professionista dal 1997 e titolare, insieme all’architetto Damiano Castelli, dello StudioLineaCurvArchitetti. Dal 2010 è Professore a contratto di Marketing Territoriale all’Università di Verona, facoltà di Economia. Ha scritto saggi, articoli e cataloghi; collabora con riviste di settore, partecipa come relatore a convegni per la “contaminazione” dell’architettura e del territorio nel sistema Impresa. arch.dcavallo@alice.it

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