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Dall’analisi delle scelte operate emerge, ancora una volta, come sia totalmente mancata la pianificazione, e decisioni così importanti e impattanti per il territorio siano state prese senza alcuna obiettiva e seria valutazione urbanistica.

Il quartiere Navigatori inizia ad ipotizzare il proprio futuro residenziale quando nell’agosto del ‘46 il ponte Catena, dopo che fu distrutto dai tedeschi in fuga, fu rifatto ed aperto al traffico.
Nel secondo dopoguerra, gran parte dei terreni dell’attuale quartiere Navigatori appartenevano alla famiglia Jenna-Reichenbach ed erano a destinazione rurale. Con il Piano Marconi del 1954 divennero edificabili e suddivisi in lotti. Pur non arrivando ai valori immobiliari del vicino quartiere Trento, l’intera zona fu notevolmente valorizzata. L’espansione del quartiere di Ponte Catena, prevedeva edifici con un’altezza di 22 metri.

L’intera zona, a ridosso dell’Adige, gravitava su Borgo Trento e San Zeno; il quartiere del Saval non era ancora stato edificato e solo in seguito rappresenterà un collegamento naturale con Borgo Milano ed il Chievo.
La presenza oltre il fiume dell’Ospedale civile e del quartiere San Zeno con le sue caserme, non avevano mai creato grossi problemi di viabilità, di traffico e di sosta al borgo Navigatori.
La vicinanza al fiume e la passeggiata naturalistica che congiunge ponte Catena con la diga del Chievo, rendeva l’intera zona tranquilla e paesaggisticamente interessante.

Tutto questo sino alla ristrutturazione dell’Ospedale civile. All’epoca si discusse se risistemare il vecchio nosocomio nella sua sede tradizionale, con tutti i problemi relativi alla presenza di un grande centro sanitario in un’area densamente abitata, con arterie viabilistiche congestionate, con un  traffico caotico e con la mancanza di posti auto; oppure se fosse più saggio individuare una zona esterna più adatta ad accogliere un tale impianto. Si ipotizzava l’area dell’ex seminario di San Massimo, facilmente collegabile al casello di Verona nord e servita da infrastrutture adeguate. Si scelse invece, non si è mai ben capito per quali motivi, di ristrutturare il vecchio ospedale.

Ovviamente, una volta terminati i lavori e messo nelle condizioni di funzionare, il nuovo-vecchio impianto sanitario risultò deficitario di migliaia di posti auto necessari per chi ci lavora, per i pazienti e per tutti coloro che lo frequentano. Quale soluzione? I posti auto attuali del quartiere Catena e quelli da ricavare a Forte Procolo e alla caserma Riva di Villasanta. Ancora una volta è totalmente mancata la pianificazione, e scelte così importanti e impattanti per il territorio sono state prese senza alcuna obiettiva e seria valutazione urbanistica. Attualmente, l’azienda ospedaliera sta utilizzando un parcheggio alla caserma Riva di Villasanta, dove vorrebbe realizzare anche una palazzina per uffici; ma non si è ben capito se potrà realizzare tutto questo, perché sembra che l’intero complesso serve per l’Agenzia delle Entrate e per gli addetti agli istituti finanziari.

Con un’attenta analisi e programmazione, si sarebbe potuto pianificare la sede dell’Ospedale civile e le destinazioni degli ex immobili militari dismessi con un metodo organico all’intera struttura urbanistica del territorio. Ma, a quanto pare, sino ad oggi, pianificare con sistemi scientifici ed oggettivi il territorio, ha troppi avversari potenti.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan

L'autore: Giorgio Massignan

Giorgio Massignan, nato il 21 maggio 1952 a Verona. Residente a Verona, laureato in architettura e urbanistica presso lo IUAV di Venezia nel 1977. Autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Autore di quattro romanzi a tema ambientale e di un libro sui meccanismi di gestione del territorio a Verona dal 1948 ad oggi. Già presidente della sezione veronese di Italia Nostra, già segretario regionale del Consiglio regionale di Italia Nostra, attuale delegato regionale alla commissione nazionale di pianificazione di Italia Nostra. Già assessore alla pianificazione del Comune di Verona negli anni 1992-93. Già presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona. Attuale responsabile dell’osservatorio territoriale VeronaPolis. giorgio.massignan@massignan.com

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