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«Noi insegnanti delle scuole medie rischiamo ogni giorno di essere coinvolti in una causa penale e civile se un ragazzino tornando a casa da solo subisce un qualche incidente o comunque si fa male. Sembra surreale, ma è così» afferma la prof.ssa Cristina Proietti, Referente di Plesso della scuola media Lorenzo Fava di Verona.

Ha suscitato clamore la recente sentenza di Cassazione che ha confermato la condanna di alcuni insegnanti per mancata vigilanza fuori dai cancelli della scuola.  Al di là del fatto specifico, il problema esiste e non è di facile soluzione.
Sembra paradossale, ma gli insegnanti delle scuole medie pare che rischino ogni giorno un processo penale se  uno dei loro studenti tornando a casa da solo si fa male.

Per la Legge italiana i ragazzi minori di 14 anni sono considerati incapaci in modo presuntivo, e quindi per non correre rischi andrebbero sempre riconsegnati ai genitori. Ma avviene così? No, praticamente ovunque, nelle scuole medie, al suono dell’ultima campanella l’insegnante accompagna la classe all’uscita ed i ragazzi prendono la via di casa. Molti ragazzi trovano fuori dalla scuola un genitore che li prende in consegna, ma non c’è alcuna verifica da parte della scuola che ciò avvenga. Semplicemente i ragazzi delle medie vanno a casa, con o senza accompagnamento di un maggiorenne.

Ma dobbiamo anche chiederci cosa si intende veramente per abbandono di minore,  ed anche quale è il confine fra abbandono di minore e sviluppo delle autonomie dei ragazzi, tenuto conto che la moderna pedagogia ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo dell’indipendenza. Un chiarimento legislativo sarebbe quindi auspicabile al fine di precisare responsabilità e doveri di genitori ed insegnanti.

Per favorire l’autonomia nel percorso casa-scuola in molte città si stanno sperimentando progetti come il Piedibus dove un “trenino” di bambini delle scuole primarie, guidati da un adulto volontario, raggiunge a piedi la scuola seguendo percorsi ed orari prestabiliti, senza l’accompagnamento dei genitori. Un altro progetto è quello del Negozio amico cioè una rete di negozi dislocati lungo i principali percorsi casa-scuola dove i ragazzini possono trovare aiuto e soccorso in caso di necessità.

Ma rimane sempre la domanda che tutti i genitori si pongono, e se succede qualcosa? Ne abbiamo parlato con la prof.ssa Cristina Proietti, Referente di Plesso della scuola media Lorenzo Fava a Porto San Pancrazio:

Qualche novità in ambito scolastico dopo la recente sentenza della Cassazione?

No, nessun nuovo provvedimento. Ma il problema c’è e c’è sempre stato. Vero che all’inizio dell’anno scolastico i genitori sottoscrivono il Foglio di assunzione di corresponsabilità con il quale, limitatamente alla scuola media, autorizzano a far uscire i ragazzi da soli al termine delle lezioni. Ma pare che questi documenti liberatori non vengano presi in considerazione dai giudici in caso di incidente.

E quindi?

Quindi noi insegnanti delle scuole medie rischiamo ogni giorno di essere coinvolti in una causa penale e civile se un ragazzino tornando a casa da solo subisce un qualche incidente o comunque si fa male. Sembra surreale, ma è così.

Sono molti i ragazzi che tornano a casa da soli?

Parecchi, e molti arrivano e tornano a casa in bicicletta, da soli o con altri coetanei, specialmente nella bella stagione. Si tratta di quelli i cui genitori lavorano entrambi e quindi non hanno molte alternative. Per la verità all’uscita di scuola sono presenti molte mamme che vengono a raccogliere i loro figli, per cui eventuali pericoli per i ragazzi che tornano da soli, non sono nell’immediata vicinanza della scuola, ma più lontano verso casa.

Il Governo ha in preparazione un disegno di legge che prevede che i genitori possano autorizzare l’uscita autonoma dei minori, questo risolverà il problema?

Un tale provvedimento tutelerebbe gli insegnanti spostando la responsabilità sui genitori, anche se resta da vedere come organizzare l’uscita dei ragazzi i cui genitori non abbiano eventualmente sottoscritto tale autorizzazione. Si verrebbero infatti a creare ragazzi/e di serie A e di serie B con situazioni in uscita da gestire.  Ma a parte il problema organizzativo e legale, come educatori ci interessano di più altri aspetti.

Quali?

Rispetto al passato si vedono troppi ragazzi di 13, 14 anni, carenti di autonomia e che si ritrovano ad esempio  l’anno successivo in prima superiore  a non saper muoversi in città con i mezzi pubblici, o ancora più grave, in difficoltà nel normale confronto anche conflittuale con i loro pari. Ci ritroviamo spesso con ragazzi che, pur con un fisico quasi da adulto, sono però psicologicamente fragili e bloccati davanti a imprevisti, situazioni nuove, frustrazioni piccole e grandi con le quali devono cominciare ad imparare a fare i conti. Noi insegnanti ce ne accorgiamo in gita scolastica, che spesso per tanti di loro è la prima esperienza di una uscita senza genitori. E ciò nasce quasi sempre da comportamenti iperprotettivi di genitori che limitano la loro autonomia e che interferiscono nei rapporti e nelle dinamiche relazionali dei figli sia fuori che dentro l’ambito scolastico.

Il problema vero è quindi quello educativo…

Direi di sì, e quindi occorre porre attenzione affinché la tutela del minore, assolutamente doverosa, non diventi una gabbia che impedisce al ragazzo di cominciare a sperimentare ed assumersi gradualmente alcune responsabilità, indispensabili per crescere. In ambito educativo dobbiamo chiederci:  abituare un ragazzino/a delle medie a compiere il percorso scuola-casa da solo, che spesso vuol dire comunque assieme a coetanei, è abbandono di minore o sviluppo della sua autonomia?

Claudio Toffalini

Claudio Toffalini

L'autore: Claudio Toffalini

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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